Biden e Trump sempre più distanti e sempre più diversi

Il caso dell'aborto in Florida

  Articoli (Articles)
  Lorenzo Graziani
  08 May 2024
  5 minutes, 47 seconds

In vista delle elezioni presidenziali di quest’anno, negli Stati Uniti d’America infuria la battaglia che vede ormai come protagonisti il Presidente in carica, Joe Biden, rappresentante dei Democratici, contro l’ex Presidente Donald Trump, rappresentante dei Repubblicani.

Molti sono gli ambiti che vedono i due rappresentanti politici in netto contrasto, dalle questioni di politica interna ai delicati equilibri della politica internazionale, ma una vicenda nello specifico ha sottolineato ancora una volta le profonde differenze tra i due partiti politici americani: quella sull’aborto.

Il primo maggio in Florida è infatti entrata in vigore una nuova legge che va a ritoccare il divieto di aborto nello stato, diminuendo il limite massimo di tempo per intervenire, prima fissato a 15 settimane, all’esiguo termine di 6 settimane.

Alla notizia di questa nuova legge, Kamala Harris, Vicepresidente dell’amministrazione Biden e al momento in piena attività per la campagna elettorale, è volata fino in Florida per commentare l’accaduto, non esimendosi dall’esternare tutta la rabbia e frustrazione per la scelta: “Questa mattina, quattro milioni di donne in questo stato si sono svegliate con meno libertà riproduttive di quante ne avessero la scorsa notte” ha dichiarato durante un intervento, “da questa mattina, le donne della Florida sono diventate soggette ad una limitazione sull’aborto tanto estrema che si applica ancor prima che molte donne possano venire a conoscenza di essere incinte, la qual cosa ci dice che gli estremisti che hanno imposto questo divieto o non sanno come funziona il corpo di una donna o semplicemente non ne hanno interesse alcuno”.

La colpa di quanto accaduto? Per la Harris, la risposta è ovvia: Donald Trump. Secondo la Vicepresidente risulta ormai evidente il fatto che una seconda presidenza Trump significherebbe per tutte le donne americane “più divieti, più sofferenza, meno libertà”.

“Ma noi non lo permetteremo” ha sostenuto con vigore, “perché noi abbiamo fiducia nelle donne. Abbiamo fiducia nel fatto che le donne sappiano cos’è meglio per loro. E le donne si fidano della nostra lotta per proteggere le loro libertà fondamentali più importanti”.

Nell’attaccare il suo avversario politico, Kamala Harris ha fatto riferimento anche ad un’intervista condotta dal Times proprio a Donald Trump, durante la quale l’ex Presidente ha confermato le sue posizioni estremiste riguardo questa e altre questioni, come quella dei brogli elettorali.

Trump continua infatti a cavalcare la retorica delle frodi elettorali, a suo dire avvenute ai suoi danni durante le elezioni presidenziali del 2020. A seguito di questi brogli, seguendo le incitazioni di Trump, il 6 gennaio 2021 era scoppiata una rivolta violenta a Washington, e proprio durante questa intervista Trump è tornato a parlarne, riconfermando la promessa di concedere l’indulgenza alle centinaia di persone che erano state condannate per gli atti violenti commessi in quel contesto, da lui definiti “ostaggi”.

In aggiunta, Trump non esclude che possa ripetersi un evento simile, nel caso in cui il sistema elettorale dovesse nuovamente venire macchiato da imbrogli e sotterfugi, anche se si è detto convinto del fatto che i Democratici non “riusciranno a fare la stessa cosa che hanno fatto la volta scorsa”: “non penso che ce ne sarà bisogno” ha dichiarato durante l’intervista, “penso che vinceremo. E se non vinceremo, sapete, dipenderà. Dipenderà sempre dalla correttezza delle elezioni”. Per togliere ogni dubbio, Trump ha infine ammesso: “se tutto si svolgerà onestamente, accetterò i risultati con piacere. In caso contrario però, dovrete lottare per il bene del paese”.

Secondo diversi studi condotti negli States, questo mito dei brogli elettorali è infatti ormai diventato parte integrante dell’elettorato repubblicano, che si dice in gran parte fermamente convinto che Biden possa aver vinto solo grazie a stratagemmi e frodi, supportati da Trump che non ha mancato di dichiarare, sempre durante l’intervista al Times, come troverebbe grandi difficoltà nell’assumere qualcuno che pensi realmente che Biden possa aver vinto in maniera legittima le elezioni del 2020.

Toccando l’argomento aborto invece, l’ex Presidente si è prima rifiutato di rispondere alla domanda riguardo alla possibilità di porre il veto all’eventuale proposta di imporre un divieto federale all’aborto, commentando invece la possibilità di suddetta proposta come “improbabile”; e quando poi gli è stato chiesto se si trovasse “a suo agio” col fatto che gli stati possano punire le donne che ricorrano all’aborto in uno stato dove sia stato istituito un divieto, ha semplicemente risposto: “Non sono io che devo sentirmi a mio agio o meno. Saranno gli stati che dovranno prendere questa decisione. Saranno gli stati che dovranno sentirsi a loro agio o meno, non me”.

“Gli ultimi commenti di Trump lasciano pochi dubbi” ha commentato Julie Chavez Rodriguez, responsabile della campagna elettorale di Biden, “se verrà nuovamente eletto, firmerà un divieto nazionale sull’aborto, lasciando che le donne vengano perseguitate e punite nel caso in cui dovessero procedervi ugualmente, e permettendo che il governo invada l’intimità delle donne per monitorare le loro gravidanze”.

Anche Kamala Harris, durante il suo discorso in Florida, non si è lasciata sfuggire la possibilità di rimarcare questa grande differenza tra i due movimenti politici: “la battaglia in queste elezioni non potrebbe essere più chiara: sostanzialmente sotto Donald Trump sarà normale per le donne venir monitorate e punite dal governo, mentre Joe Biden e io abbiamo idee ben diverse. Noi crediamo che il governo non debba mai intromettersi tra una donna e il suo dottore”.

D’altro canto, anche Biden non ha perso l’occasione di commentare duramente l’accaduto, definendo il divieto come “il più estremo” che il paese abbia visto recentemente e addossando a sua volta la responsabilità di quanto successo a Trump: “c’è una sola persona, un solo responsabile per tutto ciò: Donald Trump”.

E mentre alcuni stati si muovono indubbiamente in direzione dei Repubblicani, altri cercando di attraccare nella riva opposta: è questo il caso del Missouri, dove il Missourians for Constitutional Freedom ha collezionato più di 380mila firme per proporre un emendamento che protegga il diritto all’aborto. L’emendamento proposto assicurerebbe il diritto all’aborto per tutte le donne del Missouri, fino a circa la 24esima settimana di gravidanza, oltre ad assicurare che il governo non possa “negare o violare il diritto fondamentale alla libertà riproduttiva”.

Tra posizioni discordanti e continui attacchi provenienti da una parte dell’altra, tra malcontenti interni e spaccature sempre più definite, forse nulla quanto la risposta che il Presidente in carica ha dato ai giornalisti che l’hanno punzecchiato sulla sua età, durante la cena con corrispondenti della Casa Bianca tenutasi nel meraviglioso Hotel Hilton a Washington, può riassumere al meglio la guerra che infuria tra Democratici e Repubblicani, tra Joe Biden e Donald Trump: “le elezioni del 2024 sono in pieno svolgimento. E si, l’età è un problema. Sono un uomo adulto che sta fronteggiando un bambino di sei anni”.

Share the post

L'Autore

Lorenzo Graziani

Categories

North America

Tag

Framing the World UnitedStatesofAmerica Trump Biden florida kamala harris aborto ElezioniUSA Elezioni presidenziali