L’arcidiocesi di Los Angeles (la più grande degli Stati Uniti) ha deciso di patteggiare e quindi di pagare ben 880 milioni di dollari a 1353 persone che hanno denunciato abusi sessuali da parte di sacerdoti. Questi 880 milioni di dollari vanno ad aggiungersi ai risarcimenti già versati, formando una cifra monstre: 1,5 miliardi. Mai in passato è stata versata una cifra così alta.
Eppure, nonostante l’entità economica, questa vicenda è ben lontana dall’essere conclusa: nuovi casi continuano ad emergere, e altre diocesi sono ancora in procinto di patteggiare.
Si tratta del più grande accordo mai raggiunto da un’arcidiocesi nell’ambito dell’immenso scandalo di abusi che hanno coinvolto la chiesa americana. È uno scandalo dalle radici profonde, che affondano in decenni di silenzi e omertà, portato alla luce anche grazie a un’inchiesta giornalistica del Boston Globe nel 2002 (vicenda ricostruita poi dal film Spotlight). Ma dietro quelle luci, ci sono storie di sofferenza e vite irrevocabilmente distrutte.
L’arcivescovo di Los Angeles si è comunque detto molto dispiaciuto per questi “incidenti” e si augura che questo patteggiamento possa fornire una guarigione per le vittime, oggi uomini e donne, ma ieri bambini. Piuttosto assurdo definire incidenti questi abusi e queste violenze durate, ma soprattutto coperte, per decenni.
Alcune associazioni di sopravvissuti sostengono che questi pagamenti sono un modo di sfuggire alla giustizia: una sorta di “contentino” dato ai sopravvissuti, una comoda via per uscirne puliti. Il trauma subito comunque rimane, nessuna compensazione economica, nessuna parola sarà mai abbastanza. Come evidenziato da uno degli avvocati delle vittime “non ci sarà mai vera giustizia quando il danno è la vita di un bambino”.
Quante vite spezzate e rovinate? Quanti sogni infranti? Quanti bambini che si sono trovati a combattere battaglie che non avrebbero mai dovuto affrontare?
Nancy Holling-Lonnecker oggi ha 71 anni ed è una delle vittime. Ha denunciato negli anni ’50: un sacerdote l’ha ripetutamente violentata dall’età di 7 anni in una cabina per le confessioni. Un luogo sacro, apparentemente: dove ci si aspetterebbe redenzione, Nancy ha trovato orrore.
Ci sono voluti 64 anni perché ottenesse giustizia. Ma molte altre vittime non avranno mai questa possibilità. Tante sono già scomparse, portandosi con sé il loro dolore. Altre ancora stanno trovando il coraggio di parlare solo ora, dopo decenni di silenzi imposti da un sistema che, anziché proteggere i più vulnerabili, ha protetto i colpevoli.
La pedofilia nella chiesa americana si è rivelata un problema sistemico, radicato in una cultura dell’omertà e della protezione interna. Coinvolge infatti abusi e violenze commessi, ma allo stesso tempo una rete di protezione e salvaguardia tra sacerdoti abusanti che ha impedito a tanti sopravvissuti di denunciare. Sacerdoti che sapevano, ma che hanno taciuto. Sapevano di abusi commessi da colleghi nei confronti di bambini ma hanno preferito la via del silenzio, voltando lo sguardo. Colpevoli tanto quanto i colleghi, pur non avendo compiuto l’abuso fisicamente.
Per far fronte a questo maxi-risarcimento la chiesa di Los Angeles ha avviato una campagna di cessione di immobili e disinvestimenti, chiesto prestiti, evitando quindi la bancarotta che avrebbe ritardato non di poco il risarcimento ai sopravvissuti. 880 mila dollari sono una cifra enorme e l’arcidiocesi di Los Angeles non è la prima a trovarsi in difficoltà con questi risarcimenti. Nel maggio del 2023, infatti, la diocesi di Oakland in California si è avvalsa del “Chapter 11” e ha dichiarato bancarotta in seguito alle 330 denunce di abusi ricevute. Anche le arcidiocesi di San Francisco e San Diego hanno seguito la stessa strada.
La speranza è che tutto questo appartenga al passato. Che quei giorni di violenze, di silenzi, siano finiti. Ma come possiamo davvero esserne sicuri? Quante altre vite di bambini sono state segnate per sempre, mentre gli adulti responsabili sfuggivano alla giustizia?
Sono state spezzate troppe giovani vite, e il conto che si presenta oggi alla Chiesa è astronomico. Ma nessuna cifra, per quanto enorme, potrà mai risarcire l’infanzia rubata a queste vittime. E, forse, nessuna parola potrà mai essere sufficiente a riparare il danno compiuto.
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L'Autore
Giorgia Milan
Giorgia Milan, classe 1998, ha conseguito una laurea triennale in “scienze politiche, relazioni internazionali e governo delle amministrazioni”, con una tesi riguardo la condizione femminile in Afghanistan, e successivamente una laurea magistrale in “Human rights and multi-level governance”, con una tesi riguardo la condizione delle donne rifugiate nel contesto dell’attuale guerra Russo-Ucraina, il tutto presso l’Università degli studi di Padova.
I suoi interessi principali sono i diritti umani, in particolare i diritti delle donne. È proprio il forte interesse per questi temi che l’ha spinta a intraprendere un tirocinio universitario presso il Centro Donna di Padova, durante il quale ha avuto la possibilità di approcciarsi al mondo della scrittura e della creazione di contenuti riguardanti la violenza di genere e le discriminazioni.
In Mondo Internazionale Post Giorgia Milan è un'autrice per l'area tematica di Diritti Umani.
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