Finalmente giustizia per il popolo siriano

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  Aurora Mazzola
  02 September 2026
  3 minutes, 20 seconds

La condanna a morte in contumacia è la decisione presa dal tribunale di Damasco l’11 agosto 2026 per l’ex presidente e dittatore siriano Bashar Al-Assad, attualmente a Mosca sotto protezione del Cremlino che gli ha garantito l’asilo dopo la caduta del regime nel dicembre 2024.

In totale sono 8 i condannati per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante il regime di Assad, le proteste contro il governo sulla scia delle primavere arabe nel 2011 e la conseguente guerra civile siriana: Maher Al-Assad e Atef Najib, rispettivamente fratello e cugino del dittatore, Fahd al-Freij, ex ministro della difesa, Luay al-Ali, ex capo dell’intelligence militare a Deraa e i tre funzionari Qusay Mihub, Wafiq Nasser e Talal al-Aisami. Le sentenze sono state trasmesse alla Corte di Cassazione, con 30 giorni di possibilità di appello.

I crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi dal regime

Atef Najib, detenuto in Siria da gennaio 2025, è l’unico tra i condannati a non essere latitante e dunque ad essersi presentato al processo. Najib, in quanto all’epoca dei fatti capo della sicurezza politica nella provincia di Deraa, è responsabile della violenta repressione contro 15 ragazzini che, il 6 marzo 2011, hanno dipinto sul muro di una scuola di Deraa “Il popolo vuole rovesciare il regime!”, slogan della primavera araba usato in Egitto e in Tunisia. I giovani, sotto ordine di Najib, sono stati arrestati, detenuti nella sezione di sicurezza politica, interrogati, picchiati e torturati.

Il regime ha represso militarmente con ulteriore violenza le manifestazioni pacifiche richiedenti il rilascio dei ragazzi, causando nuove rivolte e il successivo scoppio della guerra civile siriana il 15 marzo 2011. Najib è stato condannato per responsabilità dei massacri, omicidio, tortura anche di bambini e minori di 15 anni, privazione della libertà, sequestro di persona e crimini contro l’umanità legati ai fatti di Deraa. Il concetto di “crimini contro l’umanità” non è previsto dal Codice penale siriano ma i giudici ne hanno citato la descrizione contenuta nello Statuto di Roma (nonostante la Siria non abbia mai ratificato lo Statuto).

Bashar Al- Assad è stato condannato per omicidio premeditato, tortura e crimini contro l’umanità. Inoltre, secondo il tribunale di Damasco, tramite le testimonianze, l’ex presidente è stato riconosciuto come “massimo responsabile delle decisioni” e, grazie al suo ruolo, ha sfruttato le istituzioni statali per eseguirle. Anche il fratello Masher è stato condannato per omicidio premeditato e tortura.

La necessità di riformare il sistema giudiziario

Il processo contro Al-Assad, Najib e i funzionari del regime è fondamentale nello stabilire il fondamento giuridico alla base dei futuri processi contro i responsabili dei crimini commessi durante il regime e la guerra civile per garantire in Siria l’affermazione di una giustizia “competente, imparziale e indipendente” (Balkees Jarrah, Human Rights Watch).

Human Rights Watch ha evidenziato alcuni elementi dimostrativi della necessità di riforma del sistema giudiziario siriano come, per esempio, la mancanza di trasparenza con il pubblico riguardo i procedimenti legali, il dubbio riguardo alla effettiva presenza dei rappresentanti legali degli imputati in contumacia e l’utilizzo nelle sentenze di principi come “crimini contro l’umanità”, “crimini di guerra” e “responsabilità di catena di comando”, assenti nel Codice penale siriano.

Secondo Balkees Jarrah, direttore per il Medio Oriente e il Nord Africa di Human Rights Watch: “i processi finora condotti evidenziano l'urgente necessità di riforme per garantire che il sistema giudiziario siriano possa assicurare una responsabilità equa, significativa e completa”. Le condanne, come riportato da Al Jazeera, hanno portato molto sollievo al popolo siriano, rappresentando il primo grande passo per ottenere giustizia per le atrocità che i siriani hanno subito durante il regime di Assad.

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L'Autore

Aurora Mazzola

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