Framing the World

Focus Europa: Tregue umanitarie e nuovi equilibri, cosa cambia per il conflitto in Ucraina.

  Articoli (Articles)
  Redazione
  26 October 2026
  6 minutes, 7 seconds

Framing the World è una rubrica settimanale che propone approfondimenti sulle principali dinamiche della politica internazionale. La rubrica è organizzata per aree geografiche con l’obiettivo di fornire chiavi di lettura chiare e accessibili sui principali sviluppi globali.

Questo e molto altro nell’ultimo numero di FtW!


Tregua umanitaria a Oleshky: un accordo storico per una città martire.​ 

La Casa Bianca ha annunciato ufficialmente che la First Lady degli Stati Uniti, Melania Trump, è riuscita a mediare e ottenere un cessate il fuoco localizzato e temporaneo tra la Federazione Russa e l’Ucraina, circoscritto alla città strategica di Oleshky, situata sulla linea del fronte nella regione di Kherson e duramente provata dai combattimenti.

L’intesa, fortemente voluta da entrambe le parti come confermato dal presidente Donald Trump, ha l’obiettivo primario di sbloccare una situazione umanitaria drammatica. La popolazione rimasta nell’area, composta prevalentemente da anziani, si trova attualmente a fronteggiare una grave emergenza legata alla mancanza di medicinali, cibo, acqua potabile e a una fornitura elettrica estremamente limitata, il tutto circondato da strade minate.

Modalità e tempistiche dell’operazione. ​Secondo quanto dichiarato dai vertici militari, e in particolare dal capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov, le forze armate osserveranno una sospensione delle ostilità nell’area a partire dalle 4:00 del mattino (ora di Mosca) di martedì 27 ottobre (le 03:00 in Italia).

​Questo corridoio temporaneo permetterà l’ingresso sicuro di aiuti umanitari essenziali e faciliterà le procedure di evacuazione dei civili. La First Lady avrebbe coordinato direttamente le procedure tecniche e operative con le massime autorità russe e ucraine, coinvolgendo inoltre un’organizzazione mediatica americana indipendente che dovrebbe documentare l’intero svolgimento delle operazioni sul campo.

​Le reazioni della politica internazionale. ​Il Cremlino ha espresso ufficialmente un giudizio positivo sull’iniziativa. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che Mosca accoglie con favore l’impegno di Melania Trump, riconoscendole un contributo significativo nel coordinamento dell’operazione umanitaria.

​Da parte sua, Donald Trump ha lodato il focus umanitario della moglie, sottolineando il suo impegno costante nella protezione dei civili vulnerabili. Interpellato sulla possibilità che la First Lady possa prendere parte attiva anche ai futuri tavoli negoziali ufficiali, Trump ha escluso una sua partecipazione diretta ai colloqui trilaterali, pur definendo l’ipotesi “non la peggiore idea che abbia mai sentito”.

​Il contesto geopolitico. ​La tregua circoscritta di Oleshky si inserisce in un quadro geopolitico e militare più ampio e complesso. Nelle stesse ore, infatti, si registrano importanti novità sul fronte diplomatico e bellico:

  • ​Negoziati di pace: Sono stati confermati i prossimi negoziati trilaterali che si terranno a novembre ad Abu Dhabi, ai quali parteciperà anche una delegazione dell’Unione Europea.
  • ​Scambio di prigionieri: Le diplomazie di Mosca e Kyiv hanno portato a termine con successo un nuovo scambio di 270 prigionieri di guerra.
  • Tensioni marittime e tecnologiche: Restano alte le preoccupazioni per la sicurezza regionale in seguito agli incidenti che hanno coinvolto navi mercantili al largo della Romania. Parallelamente, si registrano criticità legate ai segnali della rete Starshield, lo scudo satellitare militare di SpaceX gestito da Elon Musk, e continui attacchi alle infrastrutture energetiche.

Giuliana Băruș


Stati Uniti sempre più vicini alla Russia: strategia temporanea o costituzione di un nuovo ordine mondiale?

Nelle ultime settimane Donald Trump ha fatto un passo verso Vladimir Putin con un accordo sulle forniture di diesel, la sospensione temporanea delle sanzioni secondarie sul carburante russo e una riduzione del supporto strategico all’Ucraina. Qual è il sottotesto di una svolta così netta?

Cosa c’è dietro l’intesa tra Russia e USA

Il 9 ottobre 2026 Trump ha annunciato di aver trovato un accordo con il Cremlino per rimettere sul mercato globale una grande quantità di carburante russo. Si parla, specificatamente, di una fornitura immediata di 300.000 tonnellate di gasolio, 500.000 nel mese di novembre e 1.000.000 in seguito. A breve termine, in base alle capacità di fornitura russe, verranno messe sul mercato ulteriori 3.000.000 di tonnellate. Inoltre, pochi giorni dopo quest’annuncio il presidente degli States ha sospeso il “Graham Act”. Il 18 ottobre, infatti, sarebbe dovuto entrare in vigore un pacchetto di sanzioni con cui gli Stati Uniti avevano intenzione di colpire l’economia e il commercio di Mosca. La scelta presa dall’amministrazione statunitense risponde a una necessità ben precisa: riacquisire la fiducia di agricoltori, autotrasportatori e piccole imprese in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Da questo punto di vista i sondaggi non sorridono a “The Donald”; basti pensare che solo il 38% degli intervistati da Nbc News approva il suo operato, mentre un consistente 60% lo boccia. Trump e i suoi, quindi, tentano un’ultima mossa disperata per evitare una disfatta elettorale.

La sospensione temporanea del Graham Act fa sì che gli innumerevoli pacchetti di sanzioni varati dall’UE dall’inizio della guerra perdano parte della loro efficacia. Putin ha dimostrato che, utilizzando il carburante come arma negoziale, anche una personalità spigolosa come quella di Trump può essere tenuta a bada. Per adesso, però, nessuno ha la certezza che l’accordo sia concretamente realizzabile per via dei gravi danneggiamenti che le raffinerie russe hanno subito negli anni. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, infatti, la produzione russa di diesel è diminuita del 30% per via degli attacchi ucraini. Inoltre, da luglio Mosca ha introdotto delle restrizioni alle esportazioni per tutelare il mercato interno. Non sappiamo, quindi, se e quando Putin potrà soddisfare quanto concordato.

Le ripercussioni per UE e Ucraina

Un accordo di tale portata ha due conseguenze principali: la prima riguarda le entrate che le vendite di milioni di tonnellate di carburante garantiranno per le casse russe. Questi soldi potranno essere reinvestiti in campo militare, aumentando la potenza bellica dell’esercito di Putin che potrebbe sferrare la spallata decisiva all’Ucraina. Da un punto di vista politico, invece, l’avvicinamento tra Stati Uniti e Russia rischia di isolare ulteriormente l’Unione Europea, già debole per gli scontri e le divisioni interne. Con delle concessioni di questo tipo, gli USA sembrano schierarsi apertamente dalla parte del Cremlino, lasciando i paesi europei e Zelensky nelle condizioni di dover far fronte, senza alcun supporto, alle pretese del despota russo.

Verso un nuovo ordine globale a 3 poli?

Dietro la decisione presa da Trump, però, potrebbe esserci dell’altro. L’obiettivo principale potrebbe andare ben oltre la fine della guerra o il tentativo di placare la rabbia degli statunitensi che hanno visto schizzare alle stelle il prezzo del diesel. Il Presidente ha capito che per costruire un mondo che accantona la democrazia in favore della legge del più forte, deve scendere a patti con chi non può sottomettere: Cina e Russia. L’accoglienza trionfale del leader cinese Xi a Washington, l’accordo sul diesel con Putin e la sospensione delle sanzioni alimentano questa ipotesi. A conferma di ciò, c’è la volontà di voler mettere in piedi un vertice trilaterale tra USA, Russia e Cina per discutere delle principali questioni globali e della fine della guerra in Ucraina, senza coinvolgere l’Unione Europea e Zelensky. A questo punto, immaginare un mondo diviso fra tre autocrazie non sembra più un’utopia.

Antonio Rega


Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2026

Share the post

L'Autore

Redazione

Categories

Europe

Tag

Trump