Nel nuovo numero di Framing monitoriamo gli sviluppi delle tensioni interne in Ucraina e la spinta verso il riconoscimento dello stato palestinese da parte di alcuni paesi europei. Rileviamo inoltre alcuni dei punti salienti del recente accordo tra Stati Uniti e Unione Europea. Spostando la lente sul continente africano, seguiamo la crisi interna del Sudan. Riguardo il fronte asiatico, riportiamo gli ultimi avvenimenti nel conflitto tra Cambogia e Thailandia. Questo e molto altro nell'ultimo numero di Framing The World!
AFRICA SUBSAHARIANA
Sudan: formato il governo parallelo guidato dalle milizie RSF. Alla testa del Consiglio Presidenziale, composto da 15 membri, il leader delle Forze di supporto rapido Hemeti. Il suo vice è il capo dell'SPLM-N, Abdelaziz al Hilu, mentre come primo ministro è stato scelto un civile, Mohamed Hassan al-Taishi. Nominati anche i governatori delle otto regioni in cui il paese dovrebbe essere diviso. Della coalizione - che si definisce come Alleanza fondante del Sudan, Tasees in breve, con una parola araba che significa fondazione - fanno parte una ventina di movimenti di opposizione armata, partiti politici e forze della società civile.
Camerun: non candidabile Kamto. Il dissenso resta fuori dal voto. La commissione elettorale del Camerun (ELECAM) ha respinto la candidatura di Maurice Kamto alle elezioni presidenziali del 12 ottobre, escludendo dalla corsa il principale oppositore del 92enne presidente Paul Biya. La decisione della commissione, annunciata il 26 luglio, ha ridotto a 13 i candidati ammessi su 83 domande presentate, senza fornire motivazioni ufficiali per l'esclusione dell'avvocato 71enne che ha comunque presentato ricorso al Consiglio costituzionale. Kamto, arrivato secondo nelle elezioni del 2018 con il 14% dei voti contro il 71% attribuito a Biya, aveva tentato di aggirare i vincoli normativi che impedivano al suo Movimento per la rinascita del Camerun (MRC) di presentare candidati.
Aurelia Puliafito
AMERICA DEL NORD
Stati Uniti d'America, Trump si convince della crisi umanitaria a Gaza. Durante un incontro col Primo Ministro britannico Keir Starmer in Scozia, il Presidente americano Donald Trump ha contraddetto l'alleato israeliano Benjamin Netanyahu sulla condizione umanitaria dei palestinesi nella Striscia di Gaza. Trump ha confidato ai giornalisti che il governo israeliano ha "molte responsabilità" per la crisi di malnutrizione che colpisce ormai da mesi la popolazione dei gazawi: "possiamo salvare molte persone, molti di loro sono bambini" ha dichiarato Trump, promettendo un rinnovato impegno statunitense in Medio Oriente.
(Lorenzo Graziani)
USA, Trump schiera due sottomarini nucleari. A seguito di un battibecco con con il vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo Sergei Medvedev, il Presidente americano Donald Trump ha ordinato "che due sottomarini nucleari vengano posizionati nelle aree opportune (non si specifica quali), nel caso in cui queste affermazioni folli e incendiarie siano qualcosa di più che semplici parole". Nei giorni precedenti Medvedev aveva infatti scritto in un messaggio su X affermando che, ogni qualsiasi ultimatum alla Russia per porre fine al conflitto in Ucraina, "era una minaccia e un passo verso la guerra" con gli USA, evocando lo spettro di una guerra atomica.
(Bianca Colli)
Bianca Colli e Lorenzo Graziani
AMERICA LATINA E CARAIBI
USA-Brasile, sanzioni contro il giudice Moraes e dazi al 50%. Gli Stati Uniti hanno sanzionato il giudice brasiliano Alexandre de Moraes, accusandolo di repressione della libertà d'espressione e detenzioni arbitrarie nell'inchiesta contro Bolsonaro.Poco dopo, Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone dazi del 50% su molte importazioni brasiliane, legando la misura alla "persecuzione politica" dell'ex presidente. Lula ha definito le sanzioni "inaccettabili" e ha minacciato ritorsioni, mentre il Brasile resta aperto al dialogo commerciale. I rapporti bilaterali entrano in una nuova fase di tensione.
Colombia, 12 anni di arresti domiciliari per l'ex presidente Uribe: condannato per corruzione e frode. Storica sentenza in Colombia: l'ex presidente Álvaro Uribe Vélez è stato condannato a 12 anni di arresti domiciliari per frode processuale e corruzione di testimoni. E il primo ex capo di Stato nella storia del Paese a essere riconosciuto colpevole in sede penale. La giudice Sandra Heredia ha inoltre disposto un'interdizione dai pubblici uffici e una multa di 578.000 dollari (circa 435.000 sterline). Uribe, 73 anni, ha dichiarato la propria innocenza e annunciato l'intenzione di ricorrere in appello, sostenendo che il processo sia stato un tentativo di "distruggere una voce dell'opposizione democratica". Presidente dal 2002 al 2010, Uribe resta una figura influente e divisiva in Colombia. Nonostante le accuse di collusione con i paramilitari di destra per contrastare le guerriglie di sinistra - accuse sempre respinte - mantiene un forte seguito popolare. La sentenza di venerdì è destinata a segnare un punto di svolta nella storia politica e giudiziaria del Paese.
(Nicole Mancinelli)
Nicaragua, il regime riconosce i territori occupati da Mosca. Con una lettera indirizzata a Vladimir Putin, il governo nicaraguense ha formalizzato il riconoscimento degli Oblast di Lugansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Cherson come parte integrante del territorio della Federazione Russa. La lettera, firmata congiuntamente da Ortega e sua moglie, nonché copresidente, Rosario Murillo, ribadisce il sostegno incondizionato che il paese centroamericano offre al Cremlino. Secondo Managua, la cosiddetta "operazione militare speciale" lanciata da Mosca contro il "neonazismo ucraino" sostenuto dalla NATO, rappresenterebbe un atto legittimo in difesa dell'integrità del popolo russo. È dunque evidente che i rapporti tra Ortega e Putin siano oggi più stretti che mai, la decisione dell'esecutivo di riconoscere i territori occupati come parte della Federazione va contro ogni tendenza di posizione nel sistema internazionale, evidenziando la radicalizzazione e l'isolamento del governo nicaraguense.
Argentina, si espande nella regione il movimento "Cristina Libre". In seguito alla condanna definitiva pronunciata dalla Corte Suprema argentina, che ha riconosciuto l'ex presidente Cristina Kirchner colpevole di corruzione e condannata a sei anni di arresti domiciliari, il Partito Giustizialista (PJ) ha diffuso una campagna politica volta a denunciare quella che definisce una persecuzione politica ai danni della leader peronista. La mobilitazione politica del PJ si basa sulla divulgazione di un manifesto intitolato "La persecuzione di Cristina Fernández de Kirchner", che è stato inviato, tramite dei delegati del partito, ad alcune sedi politiche amiche del Partido Justicialista. Tra queste il documento sarà discusso al Congresso Nazionale dei Lavoratori a Brasilia e presso la sede dell'UNAM a Città del Messico, dando vita ai comitati "Cristina Livre" in Brasile e "Cristina Libre" in Messico.
(Lucas Torres)
Lucas Torres e Nicole Mancinelli
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
Asean, raggiunto un cessate il fuoco fra Thailandia e Cambogia. Lunedì scorso, Thailandia e Cambogia hanno concordato un cessate il fuoco incondizionato durante un incontro tenutosi in Malesia, co-organizzato da Cina e Stati Uniti, segnando una svolta cruciale nella crisi armata che da cinque giorni infiammava il confine tra i due Paesi. L'intesa è stata raggiunta sotto la forte pressione degli USA, che avevano minacciato di sospendere i negoziati commerciali con entrambi i governi in caso di prosecuzione delle ostilità. I combattimenti erano scoppiati in seguito all'esplosione di una mina antiuomo lungo il confine, che aveva ferito cinque soldati thailandesi. Le violenze hanno causato almeno 35 vittime e costretto oltre 260.000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni, su entrambi i lati del confine. La crisi ha rappresentato un caso raro e allarmante di scontro armato aperto tra due membri dell'ASEAN.
(Francesco Oppia)
Cina, la quarta sessione plenaria del Comitato Centrale si terrà ad ottobre. L'ufficio politico del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha annunciato lo scorso mercoledì 30 luglio che la quarta plenaria si terrà in ottobre, e che l'oggetto sarà la formulazione del 15° Piano Quinquennale (2026-2030). L'ufficio politico ha anche sottolineato che il periodo del Piano in questione sarà "una fase cruciale per consolidare le fondamenta e perseguire sforzi comuni per la realizzazione della modernizzazione socialista." Il tema della domanda interna pare rimarrà centrale, un tema discusso da anni dal PCC che vorrebbe ridurre la dipendenza della Cina dalle esportazioni tramite il rafforzamento del proprio mercato interno. La quarta plenaria rientra nella normale organizzazione dei lavori del Comitato Centrale, l'organo di indirizzo politico supremo della Repubblica Popolare Cinese, i cui 205 membri si riuniscono a Pechino in sette plenarie durante i cinque anni in carica.
(Leonardo Di Girolamo)
India, la lotta alla fame dà risultati: calo globale secondo la FAO. E' l'India a trainare il recente calo della fame nel mondo, grazie ai significativi progressi registrati nel Sud del continente asiatico. Nel 2024, 1'8,2% della popolazione globale (pari a 672 milioni di persone) ha sofferto la fame, in calo rispetto all'8,5% del 2023 e all'8,7% del 2022. L'Asia meridionale ha visto la percentuale di sottoalimentati scendere dal 7,9% del 2022 al 6,7% del 2024, merito soprattutto delle politiche alimentari e sociali implementate dal governo indiano. Restano tuttavia gravi criticità: fame e insicurezza alimentare aumentano in Africa e nell'Asia occidentale. La FAO avverte che, senza investimenti mirati e collaborazione internazionale, sarà difficile raggiungere l'obiettivo "Fame Zero" entro il 2030.
(Valeria Picciolo)
Il Kazakistan prevede di aumentare le esportazioni di petrolio attraverso l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan a 1,7 milioni di tonnellate nel 2025, rispetto agli 1,4 milioni previsti per il 2024. Lo ha annunciato il ministro dell'Energia Yerlan Akkenzhenov il 31 luglio, sottolineando l'importanza strategica della rotta come alternativa alle vie tradizionali. Nel primo semestre del 2024 sono già transitati 800.000 barili. L'obiettivo è ottimizzare logistica e capacità per rendere l'infrastruttura più efficiente e sicura sul lungo periodo. KazMunayGas e Turkish Petroleum hanno firmato un'intesa per possibili progetti comuni in giacimenti kazaki. Un secondo memorandum tra i ministeri dell'Energia prevede cooperazione anche in gas, rinnovabili ed energia elettrica. La mossa si inserisce nella strategia kazaka di diversificazione delle esportazioni e rafforzamento del partenariato energetico con Ankara.
(Ratì Mugnaini Provvedi)
Ratì Mugnaini Provvedi, Francesco Oppia, Leonardo Di Girolamo e Valeria Picciolo
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
Dazi, tregua transatlantica. USA e UE hanno raggiunto un accordo dell'ultima ora per evitare una guerra commerciale che avrebbe potuto danneggiare l'economia globale. L'intesa prevede dazi del 15% dal 1 agosto sulla maggior parte delle esportazioni europee, inclusi farmaci, semiconduttori e automobili, ma esclude i metalli, per i quali verrà introdotto un sistema di quote. L'accordo, annunciato da Trump e von der Leyen in Scozia, è stato definito "sostenibile" da alcuni leader europei, ma ha provocato forti critiche dalle industrie del continente, in particolare in Germania. I settori farmaceutico e tecnologico, inizialmente riluttanti, hanno ottenuto condizioni più favorevoli grazie all'impegno europeo ad aumentare gli investimenti negli USA e ad acquistare grandi quantità di energia e armamenti americani. Sebbene l'intesa abbia evitato un'escalation tariffaria che avrebbe portato i dazi effettivi dal 13,5% al 18%, l'Europa dovrà ancora affrontare dazi del 50% su acciaio e alluminio, e restano inoltre divergenze sull'attuazione del patto, segno di una tregua fragile.
Europa, meglio del previsto. Nonostante le tensioni commerciali con gli USA, l'economia dell'Eurozona ha registrato una crescita dello 0,1% nel secondo trimestre, sorprendendo gli analisti che prevedevano una stagnazione. Il dato positivo arriva nonostante la Germania abbia segnato una contrazione dello 0,1%, colpita più duramente dai dazi statunitensi. La crescita del blocco è stata infatti sostenuta da performance superiori alle attese in Francia (+0,3%) e soprattutto in Spagna (+0,7%), dato che ne conferma il ruolo di traino. La fiammata del primo trimestre, pari a +0,6%, era stata invece in parte alimentata dalla corsa agli acquisti americani prima dell'entrata in vigore delle nuove tariffe del 15%. Nell'ultima riunione prima della pausa estiva, la BCE, che ha mantenuto i tassi fermi al 2%, ha definito l'inflazione "vicina al target" e giudicato la situazione complessivamente positiva, con risultati di crescita leggermente migliori del previsto. Tuttavia, gli investitori restano divisi sulle mosse future dell'istituto, con una probabilità del 50% di un ulteriore taglio entro fine anno.
Tecnologia, vola Microsoft. Microsoft chiude il trimestre con risultati oltre le attese, spinta dalla crescita esplosiva del suo business cloud e dagli investimenti nell'AI. L'utile netto è salito del 24% su base annua, raggiungendo i $27,2 miliardi, mentre i ricavi sono cresciuti del 18% a $76,4 miliardi, sostenuti da Azure, che ha generato entrate annuali record per $75 miliardi (+34%). Il mercato ha accolto positivamente i dati, premiando il titolo con un rialzo dell'8%, tanto che la capitalizzazione ha superato di slancio i $4 trilioni. Secondo il CEO Satya Nadella, l'azienda sta vivendo un cambio di paradigma grazie all'AI, che ha già portato a un'accelerazione nella domanda di infrastrutture, spingendo il CFO Amy Hood ad annunciare investimenti per $120 miliardi nel nuovo anno fiscale, in gran parte destinati a nuovi data center. Il successo di Copilot, integrato nella suite Office, è uno dei simboli di questa trasformazione, permettendo a Microsoft, pur tra alcune tensioni con OpenAI, di consolidare il proprio ruolo di protagonista assoluto nella corsa globale all'AI.
USA, rallenta il mercato del lavoro. A luglio, il mercato USA ha mostrato segnali di marcato rallentamento: i nuovi posti di lavoro non agricoli sono stati solo 73.000, ben al di sotto delle attese e, soprattutto, accompagnati da una revisione negativa dei mesi precedenti, che ha sottratto 258.000 unità al totale. Questo ricalcolo ha ridotto la crescita media dell'ultimo trimestre a soli 35.000 posti al mese - il dato più debole dalla pandemia. Il tasso di disoccupazione, salito al 4,2%, contribuisce ad alimentare i timori di un'economia in fase di raffreddamento. Altri dati, tuttavia, restano positivi: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono in calo e le aziende, almeno fuori dal settore tech, sono riluttanti a licenziare. Questo quadro più debole del previsto arriva dopo una settimana di dati macro deludenti e rafforza le pressioni sulla Federal Reserve perché riconsideri un taglio dei tassi. Secondo alcuni economisti, l'immobilismo attuale potrebbe rivelarsi dannoso, soprattutto in un contesto di incertezza globale e nuove tensioni commerciali legate ai dazi voluti da Trump.
Leonardo Aldeghi
EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA
Il 31 luglio, il primo ministro lituano, Gintautas Paluckas, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico e dalla guida del Partito socialdemocratico (Lspd). La decisione è stata presa a seguito di uno scandalo legato a indagini su presunti reati finanziari che lo hanno coinvolto. Le accuse principali includono un prestito agevolato di 20mila euro ricevuto da una società di credito di cui detiene partecipazioni, erogato da una banca nazionale per lo sviluppo mentre era già primo ministro. Inoltre, un'inchiesta giornalistica ha rivelato un ritardo decennale nel pagamento di una multa da 16mila euro per abuso di potere risalente al 2012. Lo scandalo ha creato tensioni all'interno della sua maggioranza tripartita, con il leader dell'Unione democratica per la Lituania (Dsvl) che aveva minacciato il ritiro del suo partito. Oltre alla crisi politica interna, questo evento rappresenta un potenziale duro colpo per il Partito del socialismo europeo (Pse), che sta già affrontando diverse difficoltà in tutta europa.
(Susanna Fazzi)
La Slovenia sarà il primo paese UE a vietare il commercio di armi con Israele. Negli ultimi giorni il governo di Lubiana ha annunciato che vieterà l'importazione, l'esportazione e il transito di armi da e verso Israele, con la volontà di reagire concretamente al conflitto in corso nella Striscia di Gaza. La decisione presa dalla Slovenia riguarda tutti i materiali d'armamento, equipaggiamenti e tecnologie militari per la difesa. L'esecutivo sloveno ha sottolineato che sarà il primo paese dell'Unione Europea a interrompere il commercio di armi con Israele e ha dichiarato che l'Unione non è stata ancora in grado di adottare misure concrete nonostante la situazione a Gaza. La Slovenia ha inoltre riconosciuto lo Stato di Palestina a giugno 2024 e da allora ha in più occasioni chiesto un cessate il fuoco a Gaza e un aumento degli aiuti umanitari.
(Bianca Franzini)
Susanna Fazzi e Bianca Franzini
EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA
L'Ucraina fa dietrofront sulla controversa legge che limitava i poteri delle due principali agenzie anticorruzione, ponendole sotto il controllo del governo. La marcia indietro, certificata dai 331 voti con cui la Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, ha approvato il nuovo testo annunciato da Volodymyr Zelensky dopo le prime manifestazioni di piazza dal 2022 e le aspre critiche giunte dall'Unione europea, si è guadagnata il plauso di Bruxelles. "È un passo positivo", hanno commentato i presidenti di Commissione e Consiglio Ue, Ursula Von der Leyen e Antonio Costa. "Ma le criticità rimangono", ha avvertito Marta Kos, commissaria all'Allargamento. Che resta il tema principale: se Kyiv vuole entrare nell'Unione, deve realizzare una lunga serie di riforme, un percorso nel quale "il rispetto dello stato di diritto e la lotta alla corruzione sono elementi fondamentali", ha spiegato Guillaume Mercier. Per questo prima di esprimere un parere definitivo, ha aggiunto il portavoce dell'esecutivo comunitario, "dovremo esaminare il testo finale".
(Giuliana Cătalina Bărus)
Russia, un post di Medvedev causa una nuova crisi tra Mosca e Washington. Il 28 luglio Dmitry Medvedev, ex presidente della Russia, ha criticato su X la condotta di Trump, commentando l'ultimatum dato a Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina, azione che avvicinerebbe i due paesi ad una guerra aperta. E seguito poi un botta e risposta sui social tra i due, che si sono accusati a vicenda di star giocando con il fuoco. Trump infine ha annunciato di aver predisposto il dispiegamento di due sottomarini nucleari americani in zone appropriate nei pressi dei mari russi. Da parte sua, Putin annuncia che presto saranno posizionati missili ipersonici in Bielorussia, i quali possono trasportare testate convenzionali o nucleari, e hanno una gittata che consente di raggiungere tutta l'Europa. Nel frattempo la Russia e l'Ucraina continuano a colpire i reciproci territori con droni e artiglieria.
Italia-Russia, tensioni diplomatiche. L'Italia ha convocato l'ambasciatore russo dopo che Mosca ha inserito il Presidente Sergio Mattarella in un elenco di figure occidentali accusate di promuovere una retorica "odiosa" e "russofoba" In una ferma reazione, il Ministero degli Esteri italiano ha definito la decisione "una provocazione deliberata contro la Repubblica e il popolo italiano", sottolineando il crescente deterioramento delle relazioni diplomatiche nel contesto della guerra in Ucraina. Nell'elenco figurano anche altri leader europei, tra cui il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, a conferma di un più ampio tentativo da parte di Mosca di respingere le critiche occidentali. Le tensioni tra Russia e Italia si sono ulteriormente inasprite nei giorni scorsi dopo l'annullamento, nei pressi di Napoli, di un concerto del direttore d'orchestra Valery Gergiev, a causa dei suoi stretti legami con il Cremlino.
(Silvia Pasetto)
Silvia Pasetto e Giuliana Catalina Bãrus
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA
Gaza: spinte diplomatiche e il riconoscimento palestinese al centro del dibattito internazionale. L'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ha visitato il centro di distribuzione aiuti a Rafah, segnalando l'impegno di Washington per un nuovo piano di aiuti a Gaza. Nel frattempo, Francia, Portogallo e Canada si stanno preparando a riconoscere lo Stato palestinese a fine settembre all'Assemblea Generale dell'ONU. L'Italia, invece, mantiene una posizione più cauta. Dal canto suo, Donald Trump, nonostante la frustrazione per la durata del conflitto, continua a sostenere Israele, etichettando il riconoscimento della Palestina come un "premio per Hamas". Un recente incontro tra Witkoff e Netanyahu ha evidenziato la volontà di perseguire un accordo globale che preveda il rilascio di tutti gli ostaggi, il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione di Gaza.
(Chiara Bertolotto)
La Siria istituisce un comitato per indagare sulle violenze a Sweida. Damasco annuncia la creazione di un comitato d'inchiesta per far luce sugli scontri avvenuti nei giorni scorsi a Sweida, città a maggioranza drusa nel sud della Siria. La decisione è stata comunicata giovedì 1° agosto dal ministro dell'Interno Mohammad al-Rahmoun. L'annuncio giunge dopo un'ondata di proteste che ha visto decine di manifestanti affrontare le forze di sicurezza siriane, con un bilancio ancora incerto di feriti e arresti. Secondo attivisti locali e osservatori, le tensioni sono esplose in seguito all'arresto arbitrario di alcuni giovani manifestanti, alimentando il malcontento contro le autorità centrali. Il comitato sarà composto da rappresentanti del governo e figure religiose druse, con l'obiettivo di condurre un'indagine "rapida e trasparente" secondo quanto riferito da fonti ufficiali. Rimane alta la pressione da parte della comunità drusa, che chiede riforme e maggior autonomia locale in un contesto di crisi economica e repressione politica.
(Francesco Cannizzaro)
Siria, la Turchia ripristina il gasdotto di Kilis-Aleppo. È stato riparato e ripristinato l'utilizzo dello strategico gasdotto, il cui funzionamento è essenziale per la ripartenza economica e industriale del Paese levantino. Il gasdotto ha una capacità di trasporto di circa sei milioni di metri cubi di gas naturale, che consentirà alla Siria di incrementare la fornitura di energia elettrica dalle attuali 3-4 ore giornaliere fino a 10 ore giornaliere. Come sottolineato dal Ministro dell'Energia Bayraktar, le forniture incrementeranno progressivamente. La Turchia, che già esporta energia verso la Siria, esporterà gas naturale verso il Paese con la collaborazione di Qatar e Azerbaijan.
(Matteo Francescucci)
Matteo Francescucci, Chiara Bertolotto e Francesco Cannizzaro
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
L'Italia aderisce al fondo Safe per la difesa. Continua il tentativo dell'Unione Europea di rafforzare la difesa. 18 finora sono gli Stati che hanno aderito al fondo Safe (Security action for Europe), pilastro del piano ReArm Europe e successivamente rinominato Readiness 2030. Tra i paesi firmatari figura l'Italia che, mercoledì 30 luglio, dopo una riunione tra il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha richiesto alla Commissione di poter accedere al fondo. Il fondo prevede prestiti a lungo termine per finanziare progetti di difesa, mediante appalti comuni. La Commissione Europea fornirà fino a un complessivo di 150 miliardi di euro e i governi nazionali potranno fare richiesta di partecipazione entro il 30 novembre 2025.
(Beatrice Baroni)
Slovenia, embargo al commercio di armi con Israele. La Slovenia è diventata il primo Stato dell'Unione Europea a decretare un embargo totale sulla vendita e sul transito di armi dirette o provenienti da Israele. L'annuncio è stato dato dal primo ministro Robert Golob, che ha giustificato la decisione come risposta alla grave emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza. Il provvedimento, sebbene simbolico, rafforza una linea politica già adottata nel 2023, quando il Paese aveva revocato le licenze per l'esportazione di armi verso Israele, con cui non intrattiene relazioni significative nel settore bellico. Diversi Paesi europei, come Spagna, Regno Unito e Paesi Bassi, avevano già sospeso le esportazioni, ma la Slovenia è la prima ad attuare un embargo ufficiale. Lubiana si conferma tra i governi UE più critici nei confronti di Israele: nel giugno 2024 ha riconosciuto lo Stato di Palestina, in anticipo rispetto ad altre nazioni, e ha recentemente vietato l'ingresso a due ministri israeliani di estrema destra, misura poi seguita anche da altri Stati membri.
(Davide Shahhosseini)
Beatrice Baroni e Davide Shahhosseini
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Redazione
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