La cooperazione Regno Unito-Unione Europea

Con Berlino e Parigi, Londra riscrive la sua politica estera post-Brexit

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  Riccardo Carboni
  21 July 2025
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Dall’inizio del 2025, il Regno Unito ha intensificato I rapporti con i suoi principali partner europei, in particolare Francia, Unione Europea e Germania, nel tentativo di rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza, difesa e migrazione.

Ripercorrendo le tappe…il primo evento di rilievo è stato l’incontro tra il Presidente francese Emmanuel Macron e il Primo Ministro britannico Keir Starmer il 9 gennaio a Chequers, segnando la prima visita ufficiale di un capo di Stato francese nella residenza di campagna del premier britannico da oltre dieci anni. In quell’occasione i due leader hanno discusso della necessità di una collaborazione più stretta per contrastare l’immigrazione irregolare nel Canale della Manica, rafforzare la cooperazione su sanzioni internazionali, sostenere l’Ucraina e coordinarsi in settori strategici come energia, intelligenza artificiale e difesa. Una seconda visita di Macron a Downing Street si è svolta il 9 luglio, con un rinnovato impegno bilaterale. Al centro dei colloqui vi erano nuovamente la questione migratoria e l’approfondimento della cooperazione militare, ma anche la partecipazione francese al progetto nucleare britannico Sizewell C tramite il Fondo Europeo per la Difesa (EDF) e l’agevolazione degli scambi culturali e scolastici tra i due paesi. Tra questi due eventi, il 19 maggio 2025, si è tenuto a Londra il primo Summit ufficiale tra UE e Regno Unito dopo la Brexit, nel quale è stato firmato una storica Security and Defence Partnership. L’accordo, nato in risposta al deterioramento della sicurezza globale e in particolare alla minaccia russa, prevede consultazioni strategiche regolari tra alti rappresentanti dell’UE e ministri britannici, una piattaforma di cooperazione operativa in ambiti chiave come cyberdifesa, sicurezza marittima e spaziale, controterrorismo, mobilità militare, resilienza delle infrastrutture critiche e nuove tecnologie emergenti. L’intesa non ha natura istituzionale vincolante, ma introduce una struttura modulare che permette un elevato grado di collaborazione pragmatica, in linea con l’approccio “a geometria variabile” scelto da Londra nel post-Brexit. Il terzo evento chiave è rappresentato dal trattato bilaterale firmato il 17 luglio 2025 tra Germania e Regno Unito siglato a Londra dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz e da Starmer. È il primo trattato globale tra Berlino e Londra dal dopoguerra e segna un punto di svolta nelle relazioni anglo-tedesche. Il testo include impegni in 17 aree di cooperazione, tra cui difesa, immigrazione, scienza, clima, economia e istruzione. Dal punto di vista militare, il trattato consolida l’accordo già firmato nell’ottobre 2024 (Trinity House) per la cooperazione su armamenti a lungo raggio, droni, sistemi di difesa aerea e sorveglianza marittima. Inoltre, prevede la produzione congiunta di armamenti come i veicoli corazzati Boxer e i caccia Typhoon, una clausola di assistenza reciproca in caso di attacco armato, sebbene nel quadro della NATO, e l’impegno tedesco a rafforzare la propria legislazione contro il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in sintonia con le priorità britanniche. Altri elementi rilevanti includono l’introduzione di agevolazioni per viaggi scolastici di gruppo tra i due paesi e la creazione di gruppi di esperti per favorire lo scambio culturale, educativo e scientifico. Alla luce di questi sviluppi, appare chiaro che il Regno Unito, pur non perseguendo un reintegro formale nell’UE, sta cercando attivamente di rinsaldare i propri legami con l’Europa continentale. La strategia adottata da Londra si basa su una rete di accordi bilaterali con i principali Stati membri dell’UE (Francia e Germania), oltre che su partenariati selettivi con le istituzioni comunitarie (Security and Defence Partnership). Questa rete consente al Regno Unito di mantenere una certa autonomia strategica, evitando i vincoli di una riadesione all’Unione, ma al tempo stesso di contribuire alla sicurezza collettiva europea in un contesto geopolitico sempre più instabile. Il conflitto in Ucraina, la minaccia di una politica estera americana più isolazionista sotto una nuova amministrazione Trump, l’espansione delle minacce ibride e cyber e l’instabilità globale spingono Londra a riconsiderare la sua posizione internazionale. La collaborazione rafforzata con Parigi e Berlino consente al Regno Unito di ritrovare una voce influente, seppur esterna, negli affari esteri europei, mentre il partenariato con l’UE apre la strada a future cooperazioni operative, anche in ambito industriale e tecnologico, senza bisogno di adesione formale. In sintesi, il 2025 rappresenta un anno di svolta per la politica estera britannica post-Brexit, segnato da una volontà esplicita di rientrare nel cuore della cooperazione europea attraverso accordi tematici e bilaterali, mantenendo tuttavia l’approccio flessibile e sovrano che caratterizza la nuova postura globale del Regno Unito.

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L'Autore

Riccardo Carboni

Classe 1999, laureato in Scienze internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Bologna e da sempre appassionato di affari internazionali. Studente all’ultimo anno di Master in International Relations presso la LUISS, ha approfondito tematiche riguardanti la sicurezza internazionale seguendo forum e partecipando a programmi di pianificazione militari secondo la dottrina NATO. Autore all’interno di Mondo Internazionale per l’area tematica “Organizzazioni Internazionali”.

Born in 1999, he holds a bachelor’s degree in International and Diplomatic Sciences from the University of Bologna and have always been passionate about international affairs. Currently a final-year student in the Master's degree program in International Relations at LUISS, he has delved into issues related to international security by following forums and participating in military planning programs based on NATO doctrine. Author and contributor to Mondo Internazionale for the "International Organisations” section.

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