La Norvegia investe nell’eolico offshore

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  Jacopo Biagi
  14 March 2025
  4 minutes, 11 seconds

Negli ultimi anni il continente europeo ha intrapreso un lungo percorso di transizione energetica per ridurre il consumo di energia derivante da combustibili fossili e raggiungere l’obiettivo prefissato della neutralità carbonica.

L’incremento delle vendite di veicoli elettrici, che in Norvegia costituisce la maggior parte del parco macchine, e la riduzione dell’impiego di energia da fonti fossili per attività estrattive hanno portato a un aumento del fabbisogno elettrico nazionale che non può più essere sostenuto dalle infrastrutture energetiche green che il Paese ha attualmente a disposizione. Per far fronte al crescente fabbisogno energetico la Norvegia ha scelto di investire maggiormente in tecnologie e infrastrutture alternative orientandosi soprattutto verso lo sviluppo di parchi eolici offshore e consolidando così la leadership della Norvegia nel settore delle energie rinnovabili.

Questo obiettivo si manifesta attraverso politiche governative mirate, investimenti strategici e collaborazioni internazionali, con il fine ultimo di sfruttare al meglio le forti energetiche rinnovabili e avanzare rapidamente lungo il percorso tracciato della transizione energetica.

Una tecnologia ancora in fase di sviluppo

Il governo norvegese ha colto al volo una grande opportunità riconoscendo il contributo fondamentale che l’energia eolica prodotta da impianti galleggianti porterebbe per il futuro energetico del paese. Infatti, nell’ottobre del 2024, è stato annunciato un piano del governo per stanziare fino a 35 miliardi di corone norvegesi (circa 3,29 miliardi di dollari) in sussidi per il primo bando commerciale di energia eolica galleggiante del paese.

Questo sostegno finanziario governativo è destinato a sostenere lo sviluppo tecnologico nel settore che, come sottolineato dal Ministro dell’Energia Terje Aasland, è ancora agli inizi ed estremamente costoso per via dell’inflazione che ha colpito i produttori di turbine e altri fornitori. La gara d’appalto che si concentrerà inizialmente sulla realizzazione di un parco eolico da 2,25 gigawatt (GW) nell’area di Utsira Nord, al largo della Norvegia meridionale ha già attirato l’interesse di almeno 13 consorzi e singoli offerenti.

La cooperazione tra Italia e Norvegia

La Norvegia, parallelamente alle politiche di finanziamento interne per il settore dell’eolico offshore, sta lavorando attivamente per instaurare linee di dialogo e rapporti di collaborazione anche a livello internazionale. Nel marzo del 2025, durante la conferenza annuale Key Energy che si tiene a Rimini, l'italiana Associazione Nazionale Energia del Vento (ANEV) ha firmato un protocollo d'intesa con la Norwegian Offshore Wind (NOW), un network scandinavo attivo nel settore dell’eolico offshore, con cui mira a promuovere la cooperazione nel settore. Saverio Ventrelli, leader del Gruppo di Lavoro per l'Italia in Norwegian Offshore Wind, ha sottolineato infatti quanto il mercato eolico italiano sia attraente per le aziende norvegesi, essendo presente a una fitta serie di progetti e di catene di approvvigionamento pronte a partecipare alle prossime gare.

L’interesse di Italia e Norvegia a stringere un solido rapporto di partnership nel settore delle strutture eoliche galleggianti è confermato anche in occasione della conferenza autunnale “Offshore Wind Revolution”. In quest’occasione infatti Innovation Norway, organizzazione ufficiale del governo norvegese per lo sviluppo di relazioni internazionali e cooperazioni industriali, ha siglato due dichiarazioni d’intento con Aero, associazione delle energie rinnovabili offshore, e con ANEV per promuovere una più stretta cooperazione nella produzione di energia sostenibile e rinnovabile tramite l'eolico offshore.

Gli investimenti nel settore

Nel 2024 Equinor, la compagnia petrolifera e del gas controllata dallo Stato norvegese, ha iniziato il proprio percorso nel settore delle energie rinnovabili acquisendo il 10% di Ørsted, società danese leader nello sviluppo di parchi eolici offshore. Questa acquisizione, dal valore complessivo di 2,5 miliardi di dollari, ha reso la società statale norvegese il secondo maggior azionista di Ørsted, garantendole una presenza strategica nello sviluppo di progetti a lungo termine nel mercato delle energie rinnovabili.

La Norvegia sta anche catalizzando l’attenzione di società straniere che, attirate dal promettente futuro dei progetti eolici scandinavi, scelgono di stanziare fondi per la realizzazione di queste opere. Un esempio significativo è quello del progetto GoliatVind, un parco eolico galleggiante situato nelle acque artiche norvegesi. Nel settembre del 2024, la società giapponese Eneos Holdings ha acquisito una partecipazione del 20% nel progetto, segnando il suo primo coinvolgimento in un parco eolico offshore all'estero. Il GoliatVind che prevede l'installazione di cinque turbine da 15 megawatt rappresenta un passo importante per la Norvegia nello sfruttamento delle tecnologie eoliche galleggianti e, allo stesso tempo, un'opportunità per la compagnia nipponica di acquisire competenze tecniche da applicare nello sviluppo di progetti simili in Giappone.

La Norvegia, grazie ai finanziamenti governativi e alle collaborazioni internazionali, sta emergendo come attore chiave nello sviluppo dell'eolico offshore. Questa tecnologia potrebbe essere la soluzione per soddisfare il fabbisogno energetico interno del Paese riducendo la dipendenza dall’estero e lanciando la produzione industriale verso un nuovo settore di innovazione.

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Jacopo Biagi

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