La rotta del fentnayl

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  Giovanni Ferrazza
  22 February 2025
  5 minutes, 3 seconds

Da anni, un nemico tanto silenzioso quanto letale si aggira per le strade d’America. Miete vittime in un silenzio che echeggia ben più forte di tutte le battaglie combattute all’estero. Ogni quattordici mesi, il numero di morti causati da questa minaccia supera quello delle vittime di tutte le guerre in cui gli Stati Uniti sono stati coinvolti dal 1945. Combinate.

“Una verde oasi di fontane, fiori e alberi nel cuore di una distesa di sabbia”, così scriveva il poeta romantico Samuel Taylor Coleridge riferendosi all’oppio.

IL FENTANYL IN AMERICA

Di tutti gli oppioidi presenti nel mercato americano, legali e non, il più pericoloso è certamente il fentanyl: 50 volte più forte dell'eroina, esso è un potentissimo farmaco usato sin dagli anni ‘60 come anestetico e analgesico.

Il fentanyl contava quasi sette overdose su dieci negli Stati Uniti al 2023: anno che, anche se ha spezzato un trend tragico di decessi che aumentava ininterrottamente dal 2018, ha visto 107.543 morti di droga.

Il tasso di morte per overdose di Fentanyl dal 2016 al 2021 è aumentato del 279%; sempre nel 2021, i decessi per il Fentanyl in America erano la causa di morte dovuta a sostanze stupefacenti più comune tra gli ispanici, tra i neri, tra i nativi americani, tra i bianchi e tra gli asiatici, tra i maschi e tra le donne, tra la popolazione dagli 0 ai 99 anni, e in tutte le macroregioni degli Stati Uniti, in particolare nel Nord-Est: dal Maine alla Virginia. Quest’ultimo dato in particolare, è indicativo di come il fentanyl colpisca trasversalmente tutta la società statunitense: dalle minoranze native e afro-americane, che statisticamente sono le fasce di popolazione più povere e quindi, più soggette alla tossicodipendenza, a quegli stati operai e agricoli demograficamente bianchi dell’area nord-orientale del paese che prestarono il suolo alle puritane Tredici Colonie Originarie.

LA SUPPLY CHAIN

Ma com’è potuto accadere che un farmaco approvato dalla Food and Drugs Administration, l’agenzia federale statunitense responsabile della regolamentazione di alimenti e farmaci, lasciasse dietro di sé questa striscia di morte? 

Il fentanyl è un oppioide relativamente semplice da sintetizzare: la sua struttura è composta da quattro gruppi molecolari che vengono prodotti artificialmente attraverso un mix di diversi composti chimici detti “precursori”. Mentre molti di questi ultimi sono controllati dal governo federale americano, e dunque difficili da reperire in America, ai produttori illegali basta riuscire a creare uno solo dei 4 gruppi per fabbricare la struttura chimica del fentanyl, in quanto gli altri tre sono facilmente sostituibili con surrogati simili.

L’aumento di pressioni delle autorità cinesi dopo il 2019, anno in cui il paese ha ufficialmente etichettato il fentanyl come droga, ha fatto del Messico la prima fonte di produzione della sostanza destinata al mercato nero americano.

Il cuore della realizzazione dell’oppioide sintetico che arriva nel vicino di confine si trova infatti nel Messico centro e nord-orientale. E’ controllata dal cartello di Sinaloa e dal CJNG (Càrtel de Jalisco Nueva Generaciòn), i quali acquistano spesso e volentieri “precursori” della sostanza (o surrogati di tali) dalla stessa Cina per poterla sintetizzare. In Cina, infatti, le aziende chimiche che dopo il ban del 2019 avevano smesso di produrre fentanyl direttamente, hanno aggirato il problema iniziando a produrne singolarmente gli ingredienti necessari per venderli in tutto il mondo.

L’aggiunta, poi, di ulteriori produttori o esportatori nell’equazione (come India e Canada) rende questo traffico illegale attivo su più livelli, e la presenza di molteplici attori internazionali nel sistema della circolazione del fentanyl rende più complicato il lavoro delle forze di sicurezza e della diplomazia volto a bloccarne il flusso negli Stati Uniti.

L’ARRIVO NEGLI STATI UNITI

Una volta prodotta nei laboratori illegali di Sinaloa o del Jalisco e testata su tossicodipendenti e animali, la sostanza arriva negli Stati Uniti attraversando i confini di California, Arizona e Texas, spesso superando la dogana, ma anche utilizzando tunnel sotterranei o droni.

Passato il confine, il fentanyl viene distribuito in tutti i 50 stati attraverso una rete capillare di grandi centri di distribuzione presenti nelle metropoli, e di piccoli spacciatori collegati al cartello nelle comunità meno accessibili e più remote.

Questo flusso organizzato e perfezionato dai cartelli per anni, unito ad una società che è stata abituata nel corso degli ultimi decenni all’uso smodato di oppioidi (mascherato come necessità medica), forma la ricetta perfetta per una crisi sociale di proporzioni tali da mettere in difficoltà un popolo già molto polarizzato e frazionato come quello americano.

Nonostante i diversi tentativi dell’amministrazione Biden di stringere la presa sui trafficanti messicani sembrano aver dato i loro frutti, l’arrivo del Fentanyl negli USA non accenna a diminuire. Le autorità di confine confiscano ogni anno sempre più chili dell’oppioide, che rimane la droga più letale per gli americani e il nuovo inquilino della Casa Bianca Donald Trump ha imposto tariffe a Messico, Cina e Canada proprio per via del flusso del fentanyl nel paese.

Gli Stati Uniti d’America si trovano oggi a dover affrontare una delle sfide più complesse e sfaccettate della loro storia recente, che li costringe all’ingrato compito di non limitarsi a puntare il dito contro gli altri, ma di farlo guardandosi allo specchio. Tutti sono, o possono essere, colpiti da questa vera e propria epidemia: dal camionista dell’Arkansas, all’artista indipendente californiano, al dirigente d’azienda in pensione del Midwest. Dai bianchi ai neri, dai giovani ai vecchi e dagli uomini alle donne: gli americani si scontrano attualmente con una piaga che sta mettendo in ginocchio la loro società e uccidendo i loro figli. Come ne usciranno, dipende solo da loro.

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L'Autore

Giovanni Ferrazza

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North America

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USA drug trade Messico Trump Biden