Internet è ormai diventato uno strumento fondamentale nella nostra quotidianità. La capacità di interconnettere le persone, essere fonte di informazioni e aiutare i lavoratori nelle attività professionali lo hanno reso uno strumento di inestimabile valore per chiunque.
La rete per il trasferimento dei dati è utilizzata anche dalle realtà finanziarie e dalle Istituzioni governative che regolarmente e in modo istantaneo hanno la necessità di condividere informazioni con filiali o controparti d’oltreoceano. Per queste ragioni è necessario garantire, sviluppare e aggiornare la funzionalità della rete nell’interesse di tutti gli utenti.
Le infrastrutture dati al G7
A metà ottobre la città di Cernobbio ha ospitato il Forum del G7 per confrontarsi e cooperare sulle tematiche della tecnologia e del digitale. Una dei temi affrontati è stato quello della sicurezza dei cavi sottomarini che attualmente rappresentano il principale canale di trasferimento dati lungo tutto il pianeta. L’Unione europea, infatti, ha recentemente destinato oltre cinquecento milioni da investire per gli “undersea cables” e l’Italia, per via della propria posizione geografica nel Mar Mediterraneo, potrebbe diventare un partner fondamentale in questo ambito.
Secondo quanto riportato durante il forum dal Sottosegretario di Stato competente Alessio Butti “Se riusciamo a rendere sicuri i cavi sottomarini, mettiamo mano a una struttura che consente il passaggio di dati e informazioni che riguardano tra il 95 e il 99% dei dati Internet al mondo, di cui il 16% passa attraverso il Mediterraneo, per cui è fondamentale il ruolo del nostro Paese”.
A dimostrare l’importanza strategica dei cavi sottomarini vi è il forte interesse di giganti digitali come Google che avrebbero già avviato dialoghi con il governo italiano per incrementare gli investimenti nel nostro Paese in questo settore e garantirsi una posizione di vantaggio rispetto ai competitors di mercato.
Il valore di queste infrastrutture è stato colto anche dal governo italiano che ha mostrato interesse verso la società Sparkle, realtà digitale che possiede un gran numero di cavi sottomarini attraverso i quali corrono i flussi di dati in tutto il mondo. Il governo, infatti, si sta documentando sul progetto di Sparkle e sarebbe interessato ad acquisire parte della società che opera in un settore sempre più strategico per il nostro paese.
La corsa allo spazio
Al giorno d’oggi, tuttavia, le infrastrutture presenti non sono più sufficienti per generare un indotto alle aziende che le gestiscono e per garantire la sicurezza dei dati che ogni giorno sono immessi nella rete. Il mercato delle telecomunicazioni è pertanto destinato a una profonda trasformazione di cui è fondamentale far parte fin dall’inizio per non correre il rischio di essere lasciati indietro.
In questa visione crede fermamente Elon Musk, amministratore delegato della compagnia aerospaziale SpaceX, che diversi anni fa ha avviato l’ambizioso progetto Starlink. Si tratta di una costellazione di satelliti artificiali per le telecomunicazioni che ruotano a bassa orbita intorno al pianeta e che forniscono copertura dati in gran parte delle aree rurali e urbane di tutto il pianeta.
In Italia il governo ha mostrato interesse per la rete satellitare Starlink, considerandola uno strumento utile per migliorare la connettività nazionale e in grado di raggiungere anche le aree più isolate e inaccessibili. La collaborazione tra il governo e Starlink potrebbe rappresentare un grande passo in avanti per il progetto di fornire una banda ultra-larga in tutt’Italia.
Ovviamente anche Apple, il colosso tecnologico di Cupertino, ha colto l’importanza del settore delle comunicazioni satellitari investendo in Globalstar, società che fornisce il servizio di chiamate satellitari di emergenza dei nuovi iPhone. Secondo quanto rivelato sul sito Street Insider, infatti, la società americana avrebbe stanziato oltre un miliardo di dollari per potenziare l’infrastruttura satellitare e sarebbe intenzionata ad acquisire il 20% di Globalstar per 400 milioni di dollari. Questa mossa di Apple potrebbe dare il via a una vera corsa allo spazio tra le più grandi aziende tecnologiche per creare nuove reti satellitari e potenziare la connettività in tutto il mondo.
Una rete satellitare europea
A distanza di oltre un anno e mezzo dall’approvazione del progetto IRIS² da parte del Parlamento europeo, la Commissione ha finalmente selezionato il consorzio a capo del programma. SpaceRISE, consorzio composto da tre operatori satellitari europei (SES, Eutelsat e Hispasat), è stato incaricato di sviluppare e implementare il programma di telecomunicazioni satellitari europeo.
Dopo aver condotto con successo i programmi Galileo e Copernicus, anche l’Unione europea ha messo in cantiere un nuovo progetto satellitare che garantisca comunicazioni sicure e resilienti in Europa. Il progetto IRIS² (Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite) dal valore totale di oltre dieci miliardi di euro sarà finanziato attraverso un partenariato pubblico-privato (UE, ESA e SpaceRISE). Il programma prevede l’acquisizione di una rete composta da oltre 290 satelliti che stazionano in diverse orbite per garantire autonomia strategica e sicurezza per le comunicazioni governative e per i servizi di emergenza europea. Inoltre, il programma punterà a fornire servizi commerciali ai privati nonché a disporre di un’alternativa competitiva all’attuale monopolio satellitare di Starlink.
Il crescente interesse da parte delle Istituzioni e delle grandi aziende del settore tecnologico fanno capire che, in futuro, la frontiera delle telecomunicazioni satellitari non sarà più solo un’opzione, ma una componente essenziale dell’infrastruttura globale.
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L'Autore
Jacopo Biagi
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