Reborn tra realtà e finzione.

Il fenomeno delle bambole iper realistiche che divide opinioni e arriva fino al Parlamento brasiliano.

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  Michelle Gjata
  27 September 2025
  3 minutes, 39 seconds

Chi passa del tempo sui social si sarà certamente imbattuto in un video sulle bambole Reborn, capaci di incuriosire qualcuno e di inquietare qualcun altro.

Ma cosa sono esattamente? Le bambole Reborn non sono semplici giocattoli, ma riproduzioni iperrealistiche di neonati, costruite da artigiani, talmente simili a bambini veri da suscitare emozioni contrastanti. Non stiamo parlando del classico ‘’Cicciobello’’, ma bambole considerate vere e proprie opere d’arte che in alcuni casi vengono anche utilizzate per finalità terapeutiche.

Questa pratica è nata negli anni Novanta negli Stati Uniti ed è riuscita a trasformare le  bambole rendendole iper realistiche. Oggi il fenomeno grazie ai social network si è diffuso a livello globale passando dall’Australia al Regno Unito, dall’Europa al Brasile.

Il fenomeno delle Reborn ha ottenuto molta notorietà soprattutto grazie ad influencer e content creator che simulano momenti di vita quotidiana  raccogliendo migliaia di follower. Tra le più seguite a livello internazionale c’è Raya, che si può trovare su TikTok come @x.rayofsunshine.x dove mostra la sua routine con Brynn. In Italia invece spicca il canale Reborn Baby Giulia, gestito da Chiara, che conta centinaia di migliaia di follower tra Instagram, TikTok e YouTube: nei suoi video parla della sua vita quotidiana con la bambola Giulia, dal cambio pannolino alle passeggiate al parco.

Oltre all’aspetto artistico e collezionistico, le Reborn sono utilizzate anche in ambito clinico. La cosiddetta Doll Therapy prevede l’impiego di bambole simili a neonati come supporto per persone affette da demenza o problemi cognitivi.Numerosi studi infatti hanno mostrato come l’utilizzo di queste bambole possa ridurre ansia, agitazione, aggressività e apatia, stimolando emozioni positive, empatia e senso di utilità. La Doll Therapy si è diffusa anche nelle RSA e in alcuni casi viene utilizzata per affrontare lutti o traumi personali. Inoltre, l’uso delle Reborn è considerato un aiuto concreto per gestire il dolore, in seguito a un aborto o alla perdita precoce di un figlio ma per altri rischia di ostacolare l’elaborazione del lutto, creando dipendenze psicologiche.

Ci sono stati fenomeni estremi dove le “Mamme Reborn” portano le bambole dal medico, negli ospedali, cercano babysitter o pretendono che siano trattate come neonati veri, alimentando sospetti e preoccupazioni.

In Brasile il fenomeno delle bambole Reborn ha assunto dimensioni tali da entrare persino nell’agenda politica. Alcuni deputati hanno presentato progetti di legge che mirano a regolamentarne l’uso, introducendo sanzioni per chi ne approfitta in modo scorretto ad esempio, fingendo di avere un neonato per saltare le code o accedere a servizi riservati alle famiglie con bambini piccoli.

La discussione si è tradotta in atti concreti, con diverse misure già presentate in Parlamento.

Un esempio è Il disegno di legge 329/2025 che ne vieta l’accesso a corsie preferenziali, servizi sanitari e altri privilegi, pur consentendo l’uso terapeutico o affettivo delle reborn senza ledere i diritti delle categorie protette (donne incinte, madri con bambini, anziani, disabili).

Il disegno di legge 331/2025 estende il divieto a ospedali, scuole, uffici pubblici e servizi statali, introducendo sanzioni amministrative e segnalazioni ai consigli professionali competenti.

Il disegno di legge 341/2025 prevede multe molto elevate, il sequestro della bambola in caso di recidiva e l’obbligo di valutazione psicologica o psichiatrica presso la rete pubblica.

Secondo queste norme, trattare le reborn come bambini veri in spazi pubblici mina l’equità nell’accesso ai servizi e rappresenta un abuso dei diritti, oltre a sollevare questioni di salute mentale.

Si tratta quindi di rari episodi che hanno acceso un dibattito nazionale, mettendo in evidenza come queste bambole possano trasformarsi da semplice oggetto di collezione o supporto terapeutico a elemento di controversia sociale. Le bambole reborn rappresentano un confine sottile tra realtà e finzione, da un lato sono strumenti di cura innovativi e opere d’arte artigianale, dall’altro possono diventare un rifugio rischioso per chi vive fragilità psicologiche non elaborate.

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L'Autore

Michelle Gjata

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