La guerra commerciale prima minacciata e poi iniziata dall’amministrazione Trump sta profondamento sconvolgendo gli assetti economici globali, facendo sprofondare i mercati e minando partnership strategiche, che parevano indissolubili.
In questa prepotente rincorsa al riequilibrio della bilancia commerciale americana, infatti, a Washington non si sono posti molti problemi ad alzare barriere protezionistiche, non solo contro i rivali sistemici cinesi, ma anche con gli storici alleati europei.
D’altro canto, l’Ue si sta muovendo per aprire al più presto un tavolo negoziale serio con la controparte americana, per cercare di ristabilire i rapporti commerciali e delle relazioni quanto più serene, facendosi trovare però ferma nelle sue posizioni, come dimostrato dalla scelta di imporre comunque delle sanzioni, al momento sospese, e di minacciare l’utilizzo dello strumento anti-coercizione[1], se i negoziati dovessero fallire[2].
Una situazione di incertezza e di instabilità, che sta profondamente danneggiando i mercati finanziari, che stentano, vista anche la mancata chiarezza strategica di Trump, a reagire a questa situazione di confusione, con un rimbalzo da molti sperato.
Una condizione che per quanto sembri incerta ed in divenire, non risulta assolutamente immobile. Gli assetti pare stiano mutando piuttosto rapidamente, aprendo, per quanto in maniera ancora timida, scenari piuttosto naturali: uno fra tutti il riavvicinamento dell’UE alla Cina.
Uno scenario piuttosto particolare, visto il tentativo negli ultimi anni, da parte dell’Unione, di allontanarsi, come dimostrato dalla scelta di individuare la Cina a tutti gli effetti come nemico strategico[3]. Una condizione che però continua a scontrarsi con la realtà fattuale, dove all’atto pratico Pechino rimane un partner commerciale primario e vitale, visto il volume di scambi commerciali che si attesta intorno ai 780 miliardi e gli investimenti esteri[4].
Proprio in questo frangente, anche nei mesi precedenti all’entrata in vigore dei dazi, quando emergevano le prime avvisaglie di un possibile scontro commerciale, c’erano state le prime timide aperture. Una situazione che si è resa ancora più ovvia, con l’inasprirsi della contesa fra Cina e Usa, che sta rapidamente logorando le catene commerciali, ma che allo stesso tempo ne stanno facendo emergere delle altre.
Ed è proprio da questa partita che dipenderanno i negoziati commerciali fra USA e UE. Come emerge dalle prime indiscrezioni, fra le richieste per riequilibrare i rapporti commerciali fra le parti, vi sarà con molta probabilità anche la richiesta da parte dell’amministrazione americana di regolare i rapporti con il Paese del dragone, riducendo i rapporti commerciali e gli investimenti. Con un Ue, che in un mondo a geometrie variabili, dove il WTO ed il multilateralismo sembrano definitivamente tramontati e dove tutto sarà negoziato con regole ad hoc e bilaterali, rischia seriamente di perdere la propria autonomia, oltre che la propria rilevanza.
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