Gli animali a rischio a causa dei cambiamenti climatici

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  Valeria Fraquelli
  13 gennaio 2026
  3 minuti, 26 secondi

In alcuni casi non ci si sofferma abbastanza, ma anche gli animali soffrono a causa dei cambiamenti climatici: tuttavia, non sempre si riesce a cogliere il loro disagio.

Gli animali, a cominciare da quelli domestici, vedono che il loro mondo sta cambiando in negativo, che non ci sono più i loro spazi rassicuranti. Inoltre, viviamo in un periodo pieno di conflitti per l’acqua, la terra e le risorse che il pianeta offre.

Gli animali percepiscono bene  i cambiamenti climatici- anche meglio degli esseri umani- e sarebbe bene prestare loro più attenzione, iniziare ad ascoltarli e ad osservarli meglio mentre ci stanno chiedendo disperatamente aiuto per una soluzione.

Gli animali sono a rischio, in quanto per loro i cambiamenti climatici sono una vera calamità che li porta spesso a cambiare il loro stile di vita naturale, il loro habitat e il loro ruolo nella natura. Pur provando ad adattarsi, non riescono a mettere in atto quelle contromisure che permetterebbero loro di vivere meglio perché si scontrano con quello che è il nostro ambiente e spesso ne escono sconfitti.

Gli esperti dicono chiaramente che “con l’aumento delle temperature e la trasformazione degli ecosistemi, gli animali si trovano ad affrontare la perdita dell’habitat, modelli di migrazione alterati e interruzioni dei cicli vitali riproduttivi e di alimentazione. Le profonde conseguenze si estendono a varie specie, dagli orsi polari nell’Artico alla vita marina negli oceani acidificati”. 

Le terribili ondate di caldo o di freddo degli ultimi anni hanno grande impatto sulla loro vita e, nella speranza di trovare un rifugio, spesso si ritrovano in pericolo. 

Le migrazioni sono sempre più tardive e il cambio del pelo a volte avviene in periodi anormali: non solo, gli animali hanno meno cibo a disposizione e minori possibilità di sopravvivenza. Una conseguenza del cambiamento climatico è anche la restrizione di aree utili per vivere e sopravvivere, che ne porterebbe col passare del tempo all'estinzione

Infatti, secondo uno studio dell’OIPA, “Il clima sempre più caldo stravolge, ad esempio, il periodo della migrazione dell’avifauna, che in alcuni casi, come in Italia, può coincidere con la stagione venatoria ancora attiva. Recentemente, sul sito della Nordic Society OIKOS è stata pubblicata un’analisi basata su 196 studi relativi alle conseguenze del cambiamento climatico sugli animali che evidenzia chiaramente comportamenti anomali e stressanti in praticamente tutte le specie”.

Gli animali sono in un certo qual modo le prime vittime delle nostre emissioni che hanno contribuito a rendere il mondo sempre più inquinato e inabitabile. Un caso emblematico, ma non l’unico, è quello della lepre bianca che vive sulle Alpi e a inizio inverno cambia il suo pelo bruno con uno di colore bianco per mimetizzarsi nella neve e procurarsi da mangiare indisturbata. Purtroppo, negli ultimi anni nevica sempre meno e sempre più tardi lasciando la lepre bianca in balia dei predatori e senza la possibilità di procacciarsi il cibo.

Si crea dunque una sfasatura tra la presenza di prede e l’arrivo dei predatori, meno cibo e quindi generazioni sempre più deboli ed esposte al rischio di contrarre malattie molto pericolose.

In aggiunta, l'aumento dell’aggressività negli animali, sia domestici che selvatici, è un chiaro segno dei cambiamenti climatici che negli animali portano disagio e sofferenza. 

In conclusione, pur non essendo del tutto consapevoli delle ripercussioni che il cambiamento climatico ha sugli animali, spetterebbe a noi  rendere il nostro pianeta pulito e sicuro e tutelare sia noi stessi che gli animali.

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L'Autore

Valeria Fraquelli

Mi chiamo Valeria Fraquelli e sono nata ad Asti il 19 luglio 1986. Ho conseguito la Laurea triennale in Studi Internazionali e la Laurea Magistrale in Scienze del governo e dell’amministrazione presso l’Università degli Studi di Torino. Ho anche conseguito il Preliminary English Test e un Master sull’imprenditoria giovanile; inoltre ho frequentato con successo vari corsi post laurea.

Mi piace molto ascoltare musica in particolare jazz anni '20, leggere e viaggiare per conoscere posti nuovi ed entrare in contatto con persone di culture diverse; proprio per questo ho visitato Vienna, Berlino, Lisbona, Londra, Malta, Copenhagen, Helsinki, New York e Parigi.

La mia passione più grande è la scrittura; infatti, ho scritto e scrivo tuttora per varie testate online tra cui Mondo Internazionale. Ho anche un mio blog personale che tratta di arte e cultura, viaggi e natura.

La frase che più mi rappresenta è “Volere è potere”.

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