IO NON TI CREDO PIÙ

Il rapporto di Antigone sulla Giustizia Minorile in Italia

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  Giorgia Savoia
  12 marzo 2026
  4 minuti

"Io non ti credo più": è questo il titolo dell’ottavo Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile in Italia. Uno spaccato della vita dei giovani detenuti, delle loro condizioni, e più in generale dell’impatto della recente legislazione. Il Rapporto è stato redatto in seguito al monitoraggio di tutte le carceri minorili del paese e contiene un approfondimento per ognuna di queste.

In particolare, a fine 2022 le carceri minorili ospitavano 381 persone, in linea con i numeri del periodo pre-pandemia. A fine 2024, invece, i detenuti erano 587 e a fine 2025 erano 572, con una crescita di circa il 50% rispetto al periodo precedente all’emanazione del Decreto Caivano nel 2023. L’aumento del numero di giovani ristretti farebbe pensare ad un aumento della criminalità giovanile, ma non in questo caso: tra il 2023 e il 2024 le segnalazioni all'autorità giudiziaria sono aumentate del 16,7%, ma i minorenni e i giovani adulti segnalati agli Uffici di Servizio Sociale per Minorenni (USSM) sono aumentati solo del 12,7%, e la crescita delle prese in carico effettiva si è fermata al 2,4%. Un’ipotesi avanzata nel rapporto è che vi sia stato un aumento solo delle segnalazioni, ma non dei reati. Mancano i dati del 2025. Inoltre, i dati Eurostat del 2023, i più aggiornati, collocano l'Italia tra i paesi con i tassi di minorenni denunciati più bassi, con 363,4 segnalazioni ogni centomila abitanti, quasi la metà della media europea che nel 2023 era di 647,9.

Tutto ciò non può essere letto se non attraverso la lente del Decreto Caivano, il quale ha costituito la più grande svolta repressiva nel campo della giustizia minorile mai effettuata dall'introduzione del codice di procedura penale minorile del 1988 a oggi, e che ha portato per la prima volta gli IPM al sovraffollamento. Il decreto è intervenuto su un sistema che costituiva da decenni un modello di riferimento in Europa, omologando progressivamente gli strumenti penali minorili a quelli per adulti.

La narrazione pubblica sui "minori stranieri pericolosi" è altresì smentita dai dati. Tra gli stranieri entrati negli IPM nel 2025, il 60% è accusato di reati contro il patrimonio, mentre i reati contro la persona rappresentano il 17,9% del totale; tra gli italiani, la percentuale di reati contro il patrimonio si ferma al 42,6%, mentre quelli contro la persona rappresentano il 22% dei reati ascritti agli italiani. Inoltre, l'86% degli omicidi imputati a ragazzi entrati negli IPM nel 2025 è commesso da italiani e il 63% degli autori di violenza sessuale e stalking sono anch’essi italiani.

A pesare sulla situazione degli stranieri è anche il progressivo smantellamento del sistema di accoglienza. Nel 2016 il fondo per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) era pari a 170 milioni di euro, mentre nel 2026 è stato ridotto a 115.548.130 euro, una diminuzione pari al 32%. Le previsioni dal 2025 al 2028 prevedono un'ulteriore riduzione di circa 50 milioni. Il risultato è che, al 31 dicembre 2025, i posti disponibili nel sistema SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) per i MSNA erano 6.646, a fronte di circa 17.000 minori presenti sul territorio nazionale. Oltre 11.000 ragazzi senza posto.

Il rapporto certifica anche le condizioni di vita all’interno degli Istituti. Al Beccaria di Milano l'aumento nell'utilizzo di antipsicotici e benzodiazepine è stato del 110% in cinque anni. A Roma Casal del Marmo, nel 2024 sono stati registrati 188 episodi di autolesionismo e 17 tentati suicidi. A Bologna, per la prima volta nella storia, una sezione del circuito penale minorile è stata collocata all'interno di un carcere per adulti, alla Dozza, da marzo a settembre 2025.

Di fronte a tutto questo, la risposta del Governo è di aprire nuovi istituti e tagliare i fondi per la rieducazione. Lo stanziamento per il Dipartimento della Giustizia Minorile ha subito una diminuzione dell'1,07% per il 2026, con riduzioni confermate per il 2027 e il 2028. Aumenta la voce per gli investimenti fissi lordi e per l’acquisto di terreni, presumibilmente per realizzare nuove strutture, mentre diminuiscono i fondi per le attività nelle carceri e per il personale. Meno risorse per educare, ma più reati e strutture per la privazione della libertà. E ora, con il Decreto Sicurezza approvato il 5 febbraio 2026 in Consiglio dei Ministri, ma non ancora emanato, si aggiunge il rischio di criminalizzare ulteriormente la protesta, spesso l'unica via rimasta a chi si sente marginalizzato per dare voce ai propri disagi.

Il rapporto Antigone conferma che i ragazzi non credono più a nessuno.

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L'Autore

Giorgia Savoia

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Società

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antigone giustizia minorile carceri minorili condizioni minori stranieri non accompagnati Sovraffollamento decreto sicurezza decreto caivano