GERMANIA: approvato il disegno di legge costituzionale per aumentare le spese per difesa e sicurezza

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  Giorgia Savoia
  28 April 2025
  2 minutes, 49 seconds

L’influenza e la dipendenza dell’Europa dagli Stati Uniti si sono rese ancora una volta evidenti. Dopo le minacce da parte di Washington di ritirare parte delle proprie truppe dal continente europeo, la Germania ha risposto con una scelta storica: un disegno di legge di revisione costituzionale avente ad oggetto la modifica del cd. freno all’indebitamento, che dal 2009 obbliga la Germania a mantenere il pareggio di bilancio, limitando le possibilità di spesa e investimento.

Il disegno di legge costituzionale, proposto SPD e CDU/CSU, sostenuto dai verdi, è stato approvato nella seduta straordinaria del 18 marzo 2025 dal Bundestag, la camera bassa del Parlamento tedesco, con 512 voti a favore, 206 contrari e nessun astenuto. Contrari AfD e Linke.

Pochi giorni dopo, il 21 marzo, anche il Bundesrat, la camera alta del parlamento tedesco che rappresenta i Länder, ha approvato il d.d.l. con 53 voti favorevoli, nessun contrario, e quattro astensioni (Brandeburgo, Renania-Palatinato, Sassonia-Anhalt e Turingia).

Una doppia maggioranza qualificata, pari o superiore ai due terzi, necessaria per modificare la Legge Fondamentale tedesca è stata raggiunta sia nel Bundestag che nel Bundesrat.

La riforma reca modifiche agli articoli 109 e 115 della Legge Fondamentale, introducendo anche un nuovo articolo, il 143h. Il provvedimento è stato ribattezzato dalla stampa tedesca come “pacchetto del debito” e prevede:

  • l’esenzione dalla regola del freno al debito per le spese per la difesa e per determinate spese per le politiche di sicurezza superiori all’1% del PIL;
  • la creazione di un fondo speciale da 500 miliardi di euro destinato all’ammodernamento infrastrutturale del paese, volto a raggiungere la neutralità climatica entro il 2045;
  • un allentamento della regola del pareggio di bilancio anche per i Länder, finora soggetti a una disciplina più rigida rispetto al governo federale.

Una scelta che si inserisce nel contesto della guerra in Ucraina, della nuova amministrazione statunitense che intende disimpegnarsi dall’Europa e cambiare il suo peso nella guerra russo - ucraina e, in generale, dell’instabilità globale tutta.

“La decisione che prendiamo oggi sulla prontezza alla difesa non è che un primo grande passo in direzione di una comunità europea della difesa, che includerà anche Paesi che non sono membri dell’Ue”, ha affermato Friedrich Merz, leader del gruppo parlamentare CDU/CSU.

La decisione tedesca denota la volontà del paese di assumere un ruolo centrale e preponderante, se non primario, nella futura architettura della sicurezza europea. Con il progetto ReArm Europe, la Commissione europea ha sottolineato l’urgenza di rafforzare le capacità difensive dell’UE attraverso investimenti congiunti, coordinamento degli acquisti e interoperabilità tra le forze armate dei diversi Stati membri. L’esperienza degli ultimi anni mostra infatti che, senza un quadro condiviso di priorità e senza meccanismi di coordinamento efficaci, gli investimenti in difesa si frammentano tra progetti nazionali poco interoperabili, con il rischio di duplicazioni e sprechi di risorse.

Benché approvata dal Parlamento, resta tuttavia da chiedersi quanto questa scelta trovi consenso nell'opinione pubblica tedesca, attraversata da un dibattito acceso sull’equilibrio tra sicurezza, memoria storica e ruolo internazionale del Paese. 

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Giorgia Savoia

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