La visita di Xi Jinping in Europa

La situazione dei rapporti commerciali Cina-Europa

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  Elisa Modonutti
  28 June 2024
  3 minutes, 21 seconds

Si è tenuta lo scorso maggio la visita del Presidente cinese Xi Jinping in Europa, dopo che il leader non giungeva sul continente europeo dal marzo 2019. Durante la visita, che ha toccato vari Paesi europei, dalla Francia, alla Serbia e all’Ungheria, numerosi sono stati gli argomenti oggetti di dibattito, tuttavia, filo rosso dei confronti sono state le relazioni commerciali UE-Cina.

L’Europa, infatti, vede ormai da decenni una bilancia commerciale negativa per quanto riguarda i commerci con la Cina, tanto che i prodotti cinesi importati rappresentano negli ultimi tempi il doppio rispetto a quelli esportati dall’Ue nello Stato del dragone.

Le cause di questo saldo negativo nella bilancia commerciale possono essere ricercate nell’overcapcity cinese, che ha riversato la sovrapproduzione interna sui mercati europei.

Il governo cinese, infatti, dal 2020 in poi, ha concentrato l’intervento statale in economia a sostegno della produzione e degli investimenti per riprendersi dalla crisi generata dalla pandemia del Covid 19, in modo tale da stimolare anche i consumi interni. Tuttavia, i consumi interni non sono aumentati in relazione ad un aumento esponenziale della produzione, che ha fatto si che il governo puntasse sul sostegno alle esportazioni, con anche generose sovvenzioni al settore manifatturiero, allo scopo di stimolare la produzione orientata all’export.

L’Europa, che invece possiede rigide regole su sussidi pubblici verso produzioni interne allo scopo di mantenere inalterata la concorrenza sul mercato unico europeo, si trova in una situazione di netta inferiorità rispetto la concorrenza dei prodotti cinesi che giungono sul mercato interno a prezzi altamente competitivi a causa delle sovvenzioni pubbliche di Pechino sulla produzione.

Il Presidente cinese, recatosi a Parigi, lo scorso maggio, ha incontrato il Presidente francese Emmanuel Macron e la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la quale ha dichiarato dopo i colloqui che "la Cina continua a sostenere in modo massiccio il suo settore manifatturiero e questo, unito alla domanda interna che non aumenta, non consente al resto del mondo di assorbire il surplus cinese. L'Unione europea non esiterà a prendere decisioni difficili, ma necessarie per proteggere la propria economia e sicurezza".

Nonostante le dichiarazioni di Von der Leyen, tuttavia, il presidente francese Macron, ha cercato di richiamare la necessità di instaurare relazioni commerciali equilibrate, mostrando allo stesso tempo alla Cina un’amicizia profonda e di lungo termine. La Francia, infatti possiede una serie di industrie che dipendono da acquirenti cinesi, in particolare nel settore cosmetico e del brandy, per cui è diffidente in imporre sanzioni su Pechino. Francia e Cina hanno firmato inoltre una serie di accordi bilaterali di cooperazione in ambito di sviluppo ecologico, aviazione, agroalimentare, commercio e scambi culturali.

La visita in Europa di Xi Jinping ha toccato anche Serbia e Ungheria, due dei paesi europei più filocinesi. È proprio in questi Paesi che l’influenza di Pechino è maggiore in Europa, grazie alla stretta cooperazione economica che il Paese del Dragone intrattiene con questi due partner europei. La visita del Presidente ha portato alla conclusione di ulteriori accordi bilaterali con questi due Paesi, a conferma della forte presenza cinese sul territorio europeo.

Con la Serbia, in aggiunta a 29 accordi di cooperazione economico-giuridica, dal 1° luglio 2024 entreranno in vigore accordi di libero scambio, mentre con l’Ungheria sono stati siglati 16 nuovi accordi di cooperazione sulla Belt and Road Initiave (BRI), su commercio, investimenti, scienza e tecnologia e altri settori, facendo si che la Cina incassi le lodi del win-win: crescita dell’economia locale, con buona pace dei competitor occidentali, ed espansione della BRI cinese in Europa.

Con questi nuovi accordi, quindi Pechino mantiene forti legami con i Paesi europei, sia all’interno che all’esterno dell’Unione, rafforzando la sua presenza sul continente, nonostante la generale avversione europea verso la competitività cinese.

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L'Autore

Elisa Modonutti

Studentessa di Scienze internazionali e diplomatiche, amante della lettura, dei viaggi e con una curiosità innata di scoprire il mondo che ci circonda

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