Secondo la Corte Internazionale di Giustizia l’occupazione di Israele nei territori palestinesi è illegale

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  Giorgia Milan
  23 July 2024
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Il 19 luglio 2024 la Corte Internazionale di Giustizia ha emesso un parere consultivo secondo il quale l’occupazione da parte di Israele dei territori palestinesi (che dura da 57 anni ormai) è illegale, è infatti una chiara violazione del diritto internazionale.

Questo parere è stato emesso in seguito a una richiesta dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del dicembre 2022 alla corte. Al tempo non era né in atto né in programma la guerra a Gaza; dunque, questo parere non è da considerarsi direttamente collegato a essa, ma sicuramente aggiunge pressione a Israele (e ai suoi alleati), questo parere non poteva quindi arrivare in un momento più cruciale.
Un caso direttamente collegato a quanto sta accadendo in questi mesi a Gaza sono le accuse di genocidio mosse direttamente dal Sudafrica e che la corte sta valutando.

L’opinione della Corte arriva quindi dopo l’ascolto pubblico di più di 50 stati, tra cui la Palestina.
Non si tratta del primo parere di condanna contro Israele per le sue attività criminali contro i territori palestinesi. Nel 2004 la corte di giustizia infatti aveva dichiarato che la costruzione del muro di separazione all’interno dei territori palestinesi andasse fermata, in quanto violava il diritto internazionale. La comunità internazionale fece finta di niente già al tempo (non è dunque un atteggiamento degli ultimi anni, la comunità internazionale pare solita voltare le spalle in questi casi), incoraggiando quindi Israele a sfidare ancora di più il diritto internazionale. Ed eccoci qua, vent’anni dopo a fronteggiare una crisi senza precedenti.

Perché questo? Perché i pareri della corte di giustizia non sono vincolanti, dunque non impongono una vera e propria sanzione o un percorso da intraprendere. Tuttavia, si spera sempre che un parere delle corte internazionale di giustizia possa influenzare positivamente gli stati ad agire in una determinata maniera, in ogni caso questa volta sarà piuttosto difficile per i leader mondiali ignorare completamente questo parere.

La Corte Internazionale di Giustizia ha quindi riscontrato molteplici violazioni del diritto internazionale commesse da Israele nei confronti dei palestinesi nei territori occupati ed è stato inoltre ritenuto responsabile di apartheid.
Sono ormai decenni che i palestinesi sono vittime di un’occupazione che per troppo tempo è passata inosservata e che è leggermente tornata alla ribalta negli ultimi nove mesi a causa dei continui e reiterati attacchi contro i territori palestinesi.

I giudici hanno stilato una lista di azioni svolte in questi anni dal governo israeliano nei territori palestinesi che sono da considerarsi delle violazioni del diritto internazionale: 

  • costruzione di insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est;
  • uso delle risorse naturali dell’area;
  • annessione e l’imposizione di un controllo permanente sulle terre;
  • politiche discriminatorie nei confronti dei palestinesi (che costituiscono apartheid);
  • sgomberi forzati, demolizioni di case, restrizioni di residenza;
  • limitazione dell’accesso all’acqua per la popolazione palestinese;
  • estensione della legge israeliana in Cisgiordania e Gerusalemme Est;
  • imposizione di un blocco illegale di Gaza, che impedisce il libero spostamento dei palestinesi tra Gaza stessa e la Cisgiordania.

Poteva mancare la risposta del primo ministro israeliano Benjamin Netanyau? Certo che no. Dopo le dichiarazioni di innocenza dell’esercito israeliano, che appunto non sta assolutamente commettendo violazioni contro il popolo palestinese, il primo ministro ha dichiarato che i territori palestinesi “fanno parte della patria storica del popolo ebraico”: il popolo ebraico non può quindi essere occupante nella propria terra. Da 57 anni ormai a questa parte, dunque, Israele sta semplicemente ricongiungendo una serie di territori che sono sempre stati israeliani. Inutile quindi parlare di diritto all’autodeterminazione dei palestinesi secondo Netanyau. Per Natanyau, in conclusione, questa sentenza è “una decisione di menzogne, che ha distorto la verità”.
Il ministero degli Affari Esteri israeliano, inoltre, ha definito questo parere “fondamentalmente sbagliato e unilaterale”.

La corte internazionale di giustizia ha stabilito che Israele, a differenza di quanto possa pensare il suo primo ministro, non ha alcun diritto alla sovranità nei territori palestinesi e che quindi Israele deve terminare questa occupazione illegale e deve porre fine alla costruzione di insediamenti (e che quelli già esistenti debbano essere rimossi). In questa storia, è proprio “l’abuso da parte di Israele del suo status di potenza occupante a rendere la sua presenza nei territori palestinesi così illegale”

Questo parere va a inserirsi tra gli infiniti campanelli d’allarme lanciati dalle organizzazioni internazionali. Forse è arrivato finalmente il momento di porre fine a questa difesa incondizionata di Israele? Forse per qualche paese è arrivato il momento di rivalutare le proprie posizioni nei confronti della politica di oppressione di Israele contro i palestinesi?

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L'Autore

Giorgia Milan

Giorgia Milan, classe 1998, ha conseguito una laurea triennale in “scienze politiche, relazioni internazionali e governo delle amministrazioni”, con una tesi riguardo la condizione femminile in Afghanistan, e successivamente una laurea magistrale in “Human rights and multi-level governance”, con una tesi riguardo la condizione delle donne rifugiate nel contesto dell’attuale guerra Russo-Ucraina, il tutto presso l’Università degli studi di Padova.

I suoi interessi principali sono i diritti umani, in particolare i diritti delle donne. È proprio il forte interesse per questi temi che l’ha spinta a intraprendere un tirocinio universitario presso il Centro Donna di Padova, durante il quale ha avuto la possibilità di approcciarsi al mondo della scrittura e della creazione di contenuti riguardanti la violenza di genere e le discriminazioni.

In Mondo Internazionale Post Giorgia Milan è un'autrice per l'area tematica di Diritti Umani.

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