A cura del Dott. Pierpaolo Piras, studioso di Geopolitica e componente del Comitato per lo Sviluppo di Mondo Internazionale APS
Ultimamente, il Dipartimento di Stato USA ha pubblicato il seguente testo della Accordo di pace, articolato in 28 punti, proposto all’approvazione delle parti in conflitto, Federazione Russa e Ucraina:
1. La sovranità dell'Ucraina sarà confermata.
2. Un accordo di non aggressione completo e completo sarà concluso tra Russia, Ucraina ed Europa. Tutte le ambiguità degli ultimi 30 anni saranno considerate risolte.
3. Si prevede che la Russia non invaderà i paesi vicini e che la NATO non si espanderà ulteriormente.
4. Si terrà un dialogo tra Russia e NATO, mediato dagli Stati Uniti, per risolvere tutte le questioni di sicurezza e creare condizioni per la de-escalation al fine di garantire la sicurezza globale e aumentare le opportunità di cooperazione e sviluppo economico futuro.
5. L'Ucraina riceverà garanzie di sicurezza affidabili.
6. La dimensione delle Forze Armate ucraine sarà limitata a 600.000 uomini.
7. L'Ucraina accetta di inserire nella sua costituzione che non aderirà alla NATO, e la NATO accetta di includere nei suoi statuti una disposizione che impedisce l'ammissione futura dell'Ucraina.
8. La NATO accetta di non stanziare truppe in Ucraina.
9. I caccia europei saranno stanziati in Polonia.
10. Garanzia (di sicurezza) USA:
Gli Stati Uniti riceveranno un risarcimento per la garanzia. Se l'Ucraina invade la Russia, perderà la garanzia.
Se la Russia invade l'Ucraina, oltre a una risposta militare coordinata e decisa, tutte le sanzioni globali saranno ripristinate, il riconoscimento del nuovo territorio e tutti gli altri benefici di questo accordo saranno revocati. Se l'Ucraina lancia un missile contro Mosca o San Pietroburgo senza motivo, la garanzia di sicurezza sarà considerata invalida.
11. L'Ucraina è idonea all'adesione all'UE e riceverà un accesso preferenziale a breve termine al mercato europeo mentre questa questione è in fase di valutazione.
12. Un potente pacchetto globale di misure per ricostruire l'Ucraina, (saranno) inclusi ma non limitati a:
A. La creazione di un Fondo di Sviluppo Ucraina per investire in settori in rapida crescita, tra cui tecnologia, data center e intelligenza artificiale.
B. Gli Stati Uniti collaboreranno con l'Ucraina per ricostruire, sviluppare, modernizzare e gestire congiuntamente l'infrastruttura del gas ucraino, inclusi oleodotti e impianti di stoccaggio.
C. Sforzi congiunti per riabilitare le aree colpite dalla guerra per il restauro, la ricostruzione e la modernizzazione di città e aree residenziali.
D. Sviluppo infrastrutturale.
E. Estrazione di minerali e risorse naturali.
F. La Banca Mondiale svilupperà un pacchetto speciale di finanziamento per accelerare questi sforzi.
13. La Russia sarà reintegrata nell'economia globale:
A. La revoca delle sanzioni sarà discussa e concordata a tappe e (valutata) caso per caso.
B. Gli Stati Uniti stipuleranno un accordo di cooperazione economica a lungo termine per lo sviluppo reciproco nei settori dell'energia, delle risorse naturali, delle infrastrutture, dell'intelligenza artificiale, dei data center, dei progetti di estrazione di metalli delle terre rare nell'Artico e di altre opportunità aziendali reciprocamente vantaggiose.
C. la Russia sarà invitata a rientrare nel G8.
14. I fondi congelati saranno utilizzati come segue: 100 miliardi di dollari in beni russi congelati saranno investiti negli sforzi guidati dagli Stati Uniti per la ricostruzione e l'investimento in Ucraina. Gli Stati Uniti riceveranno il 50% dei profitti da questa impresa.
L'Europa aggiungerà cento miliardi di dollari per aumentare l'ammontare degli investimenti disponibili per la ricostruzione dell'Ucraina. Il resto dei fondi russi congelati sarà investito in un veicolo di investimento separato tra Stati Uniti e Russia che realizzerà progetti congiunti in aree specifiche.
Questo fondo sarà mirato a rafforzare le relazioni e ad aumentare gli interessi comuni per creare un forte incentivo a non tornare al conflitto.
15. Sarà istituito un gruppo di lavoro congiunto americano-russo sulle questioni di sicurezza per promuovere e garantire il rispetto di tutte le disposizioni di questo accordo.
16. La Russia sancirà nella Legge la sua politica di non aggressione verso l'Europa e l'Ucraina.
17. Stati Uniti e Russia concorderanno di estendere la validità dei trattati sulla non proliferazione e il controllo delle armi nucleari, incluso il Trattato START I.
18. L'Ucraina accetta di essere uno stato non nucleare in conformità con il Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari.
19. La centrale nucleare di Zaporizhzhya sarà inaugurata sotto la supervisione dell'AIEA e l'elettricità prodotta sarà distribuita equamente tra Russia e Ucraina — 50:50.
20. Entrambi i paesi si impegnano a implementare programmi educativi nelle scuole e nella società volti a promuovere la comprensione e la tolleranza verso le diverse culture ed eliminare razzismo e pregiudizi:
A. L'Ucraina adotterà le regole UE sulla tolleranza religiosa e sulla protezione delle minoranze linguistiche.
B. Entrambi i paesi concorderanno di abolire tutte le misure discriminatorie e di garantire i diritti dei media e dell'istruzione ucraini e russi.
C. Tutta l'ideologia e le attività naziste devono essere respinte e proibite.
21. Territori:
a. Crimea, Luhansk e Donetsk saranno riconosciute come di fatto russe, anche dagli Stati Uniti.
b. Kherson e Zaporizhzhia saranno congelate lungo la linea di contatto, il che significherà un riconoscimento de facto lungo la linea di contatto.
c. La Russia cederà altri territori concordati che controlla al di fuori delle cinque regioni.
d. Le forze ucraine si ritireranno dalla parte dell'oblast di Donetsk che attualmente controllano, e questa zona di ritiro sarà considerata una zona cuscinetto neutrale e demilitarizzata, riconosciuta a livello internazionale come territorio appartenente alla Federazione Russa. Le forze russe non entreranno in questa zona smilitarizzata.
22. Dopo aver concordato i futuri accordi territoriali, sia la Federazione Russa che l'Ucraina si impegnano a non modificare tali accordi con la forza. Qualsiasi garanzia di sicurezza non si applicherà in caso di violazione di questo impegno.
23. La Russia non impedirà all'Ucraina di utilizzare il fiume Dnepr per attività commerciali, e saranno raggiunti accordi sul libero trasporto del grano attraverso il Mar Nero.
24. Sarà istituito un comitato umanitario per risolvere le questioni in sospeso:
a. Tutti i prigionieri e i corpi rimasti saranno scambiati su base 'tutti per tutti'.
b. Tutti i detenuti e ostaggi civili saranno restituiti, inclusi i bambini.
c. Sarà attuato un programma di riunificazione familiare.
d. Saranno adottate misure per alleviare la sofferenza delle vittime del conflitto.
25. L'Ucraina terrà le elezioni tra 100 giorni.
26. Tutte le parti coinvolte in questo conflitto riceveranno l'amnistia completa per le loro azioni durante la guerra e accetteranno di non fare alcuna rivendicazione o considerare reclami in futuro.
27. Questo accordo sarà legalmente vincolante. La sua attuazione sarà monitorata e garantita dal Consiglio di Pace, guidato dal Presidente Donald J. Trump. Saranno imposte sanzioni per le violazioni.
28. Una volta che tutte le parti avranno accettato questo memorandum, il cessate il fuoco entrerà in vigore immediatamente dopo il ritiro di entrambe le parti nei punti concordati per iniziare l'attuazione dell'accordo.
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Secondo numerosi commentatori, tale proposta presentata da Donald Trump dimostra, nella sua impostazione e nelle sue conseguenze, un evidente quanto innegabile favore alla Russia, sia dal punto di vista geopolitico che sotto il profilo del diritto internazionale. Tale proposta si presenta come un’apparente soluzione rapida e risolutiva al conflitto in Ucraina. Ma secondo una ben diversa lettura, si rivela una sorta di resa condizionata che premia l’aggressore russo e penalizza gravemente l’Ucraina come vittima dell’invasione.
In primis, è evidente l’aperta violazione del diritto internazionale, perpetrata con l’invasione russa dell’Ucraina, che non soltanto non viene sanzionata, ma viene addirittura incentivata. Il piano prevede la concessione dei territori occupati dalla Russia – e in alcuni casi, perfino di quei territori che la Russia però non è riuscita a conquistare militarmente – sancendo così il principio che la forza e la prevaricazione possono piegare il diritto e ridefinire persino i confini degli Stati sovrani. Un tale precedente rischia di minare le fondamenta stesse dell’ordine internazionale, costruito con fatica dopo la Seconda guerra mondiale proprio per prevenire che simili soprusi avessero luogo impunemente.
La proposta, inoltre, impone all’Ucraina una serie di condizioni che non solo la priverebbero della sua sovranità su ampie porzioni del proprio territorio, ma anche della capacità stessa di autodifendersi efficacemente in futuro. Si parla, infatti, di una perpetua esclusione dalla NATO, negando così a Kiev ogni possibilità di ottenere garanzie di sicurezza collettiva. A ciò si aggiunge la drastica riduzione delle forze armate ucraine, ben al di sotto di standard considerati minimi persino per la difesa di uno Stato sovrano di medie dimensioni. In altre parole, si pretende che l’Ucraina abbassi cospicuamente le proprie difese proprio mentre il suo principale vicino – e aggressore – continua a mantenere e potenziare il proprio arsenale militare. A peggiorare ulteriormente il quadro, le “garanzie” offerte per prevenire nuove aggressioni russe risultano a dir poco risibili, quasi una beffa nei confronti di chi ha già subito le conseguenze di una guerra disastrosa.
Come queste considerazioni non bastassero, il piano contempla incredibilmente una totale amnistia per i crimini di guerra russi, annullando di fatto ogni possibilità di giustizia per le vittime e mandando un messaggio devastante: chi commette atrocità può farla totalmente franca, a patto che sia abbastanza potente da dettare le condizioni del proprio perdono.
Non meno “inquietante” è la previsione del ritorno della Russia all’interno del G8, come se le sanzioni e l’isolamento internazionale imposti dopo l’annessione della Crimea e dopo l’invasione dell’Ucraina potessero essere cancellati con un colpo di spugna, senza la minima assunzione di responsabilità da parte di Mosca. Un tale gesto segnerebbe non soltanto una sconfitta morale per l’Occidente, ma anche un trionfo politico per Vladimir Putin, che avrebbe così ottenuto tutto ciò che auspicava senza dover concedere nulla in cambio. Tra le altre clausole umilianti imposte all’Ucraina, spicca l’obbligo di indire nuove elezioni entro cento giorni – una tempistica irrealistica in un Paese devastato dalla guerra e con milioni di cittadini sfollati – e addirittura la provocatoria imposizione del russo come lingua ufficiale, una misura che calpesterebbe l’identità nazionale ucraina e costituirebbe l’ennesima ingerenza diretta negli affari interni di uno Stato sovrano.
Alla luce di tutto ciò, appare evidente che il leader russo, Vladimir Putin, Putin, grazie a questo piano, otterrebbe tutto ciò che ha sempre voluto, mentre l’Ucraina, già aggredita e martoriata, non riceverebbe niente in cambio se non nuove umiliazioni e privazioni. Anzi, per lo Stato ucraino si tratterebbe di una vera e propria condanna: perderebbe territori, indipendenza, capacità di difesa, tutela internazionale e persino la dignità nazionale. Come dice un vecchio proverbio italiano, “oltre al danno, la beffa”. Non meno grave è l’atteggiamento riservato all’Europa, che viene sistematicamente esclusa da tale negoziato: le potenze europee, chiamate in causa solo a giochi ormai fatti, si trovano ora costrette a rincorrere e tentare di correggere un quadro geopolitico profondamente compromesso. Si tratta di un ulteriore segnale della marginalizzazione dell’Unione Europea negli affari internazionali, che rischia di lasciare il Vecchio Continente esposto e privo di strumenti efficaci per difendere i propri interessi.
In definitiva, da parte di quello che dovrebbe essere l’alleato principale, l’Ucraina si è vista recapitare un aut-aut a dir poco umiliante: “arrendersi oppure arrendersi”, senza alcuna prospettiva di una pace giusta, duratura e rispettosa della dignità e volontà popolare ucraina. Insomma, un ricatto mascherato da compromesso, che rischia di gettare una lunga ombra sull’affidabilità degli Stati Uniti come garanti dell’ordine internazionale e come protettori delle democrazie minacciate. Come si suol dire in Italia, “fatta la legge, trovato l’inganno”: dietro la facciata di un piano di pace si cela nella realtà la legalizzazione di un sopruso e la consacrazione di un’ingiustizia storica, con conseguenze imprevedibili per la futura stabilità continentale e globale.